PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ DI CIVICA AMICA APS

EVENTI 2026

APPUNTAMIENTO L’8 Luglio per la Giornata Internazionale del Mediterraneo al museo di Zoologia Unical


ARCHIVIO EVENTI 2026


Martedi 30 Giugno ore 18.00 c’è stato l’incontro con il prof Ottavio Serra Matematico e docente al Liceo Scientifico Scorza di Cosenza. Una occasione per ritrovarsi tra alunni negli anni di quell’istituto.

La serata si è ancor più impreziosita per la presenza della Dirigente del Liceo Scientifico G.B. Scorza la Prof,ssa Rosanna Rizzo che ci ha lasciato un suo contributo che qui riportiamo per intero:

Buonasera a tutti.
Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento al professor Ottavio Serra per aver promosso questo importante momento di riflessione dedicato alla storia del nostro Liceo. Il professor Serra rappresenta una parte significativa della memoria dello Scorza: con la sua lunga attività di docente di Matematica e Fisica ha formato intere generazioni di studenti e continua ancora oggi, con entusiasmo e competenza, a custodire e a trasmettere il patrimonio culturale della nostra scuola.
Per me è motivo di immenso orgoglio, ma soprattutto di profondo onore, essere oggi la dirigente scolastica del Liceo Scientifico “G.B. Scorza” di Cosenza. Guidare una scuola come questa significa raccogliere una straordinaria eredità culturale e umana, costruita da generazioni di dirigenti, docenti, personale scolastico e studenti. È una responsabilità che vivo ogni giorno con entusiasmo, gratitudine e profondo senso del dovere.
Parlare del Liceo Scientifico “G.B. Scorza” significa parlare di una delle istituzioni scolastiche che più hanno inciso nella storia culturale della città di Cosenza.
Lo Scorza nasce nel 1948 come primo Liceo Scientifico della provincia di Cosenza. Oggi questo dato può sembrare soltanto una data storica; in realtà rappresentò una delle più importanti rivoluzioni culturali del nostro territorio.
In quegli anni il modello formativo dominante era ancora quello del liceo classico. La cultura umanistica costituiva quasi un paradigma assoluto, mentre la matematica e le scienze erano spesso considerate discipline secondarie, destinate a occupare uno spazio marginale nella formazione dei giovani.
La nascita dello Scorza ebbe invece il coraggio di mettere in discussione quella visione. Significò affermare che la matematica, la fisica e le scienze naturali non erano saperi ancillari, ma strumenti indispensabili per comprendere la realtà, interpretare il progresso e costruire il futuro.
Non era una contrapposizione tra cultura umanistica e cultura scientifica. Era, piuttosto, l’affermazione di una nuova idea di cultura: una cultura capace di coniugare il rigore del metodo scientifico con la profondità del pensiero umanistico.
Quella scelta, che allora appariva quasi controcorrente, oggi si rivela straordinariamente lungimirante.
Da quasi ottant’anni lo Scorza accompagna la crescita culturale, civile e sociale della città di Cosenza, formando migliaia di giovani che hanno saputo distinguersi nelle professioni, nelle istituzioni, nella ricerca, nell’università e nella vita pubblica.
Del resto, il valore di una scuola si misura anche attraverso il percorso dei suoi studenti.
Nel corso della sua storia, il Liceo Scientifico “G.B. Scorza” ha formato numerose personalità che hanno poi assunto ruoli di primo piano. Penso, ad esempio, all’attuale sindaco di Cosenza, Franz Caruso; al presidente della Provincia, Biagio Faragalli; e al magnifico rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco.
Sono solo alcuni esempi di una comunità di ex studenti che continua a distinguersi e a dare prestigio al nostro Liceo, testimoniando la qualità della formazione ricevuta e i valori che questa scuola ha sempre saputo trasmettere.
Ma lo Scorza non vive soltanto attraverso i suoi ex studenti.
È una comunità che continua a vivere nel cuore di quanti vi hanno insegnato, l’hanno guidata e ne custodiscono la memoria.
Penso all’ispettore Salvatore Belvedere, che ha sempre sostenuto e valorizzato la figura di Gaetano Bernardino Scorza e la storia del nostro Liceo; all’ex dirigente scolastica Gilda De Caro, che ha dedicato grande attenzione alla valorizzazione dell’identità dello Scorza; e naturalmente al professor Ottavio Serra, la cui passione continua ancora oggi a rappresentare un prezioso punto di riferimento.
Consentitemi anche un ricordo personale.
Non posso parlare della storia dello Scorza senza ricordare il mio caro amico, il preside Narciso Simonetti.
Negli ultimi anni della sua vita stava conducendo un’approfondita ricerca sulle origini del nostro Liceo. Era profondamente convinto che una scuola non possa costruire il proprio futuro senza conoscere e custodire le proprie radici.
Purtroppo non ha potuto completare quel lavoro, ma il suo amore per questa istituzione rimane un’eredità morale che sentiamo il dovere di raccogliere e di portare avanti.
Ed è forse proprio questa la cifra distintiva dello Scorza: una scuola che custodisce la propria storia, ma che non ha mai smesso di guardare avanti.
Oggi il nostro Liceo continua quella stessa intuizione nata nel 1948, proponendo percorsi innovativi che rispondono alle grandi sfide del XXI secolo.
Abbiamo attivato le curvature in Astrofisica, il percorso Biomedico, Giuridico-Economica, Intelligenza Artificiale Robotica e Strategia d’Impresa, oltre alla sezione internazionale Cambridge, che offre ai nostri studenti una formazione aperta all’Europa e al mondo.
E proprio in questi giorni è arrivato un ulteriore motivo di orgoglio.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato il nostro Liceo alla sperimentazione nazionale del Liceo Matematico, a partire dall’anno scolastico 2026-2027.
Si tratta di un riconoscimento di straordinario valore, riservato a un numero limitato di istituzioni scolastiche italiane. Il progetto introduce un Laboratorio Matematico con ore aggiuntive dedicate a una didattica laboratoriale e interdisciplinare, capace di mettere in dialogo matematica, scienze, tecnologia, economia, filosofia e discipline umanistiche, rafforzando negli studenti il pensiero critico, la capacità argomentativa e la visione unitaria del sapere.
È un riconoscimento che premia il lavoro di tutta la nostra comunità scolastica e conferma la vocazione dello Scorza a essere laboratorio di innovazione educativa.
In fondo, c’è un filo rosso che unisce il 1948 al 2026.
Nel 1948 lo Scorza ebbe il coraggio di affermare la centralità della cultura scientifica quando ancora pochi ne comprendevano la portata.
Oggi continua a fare la stessa cosa, preparando ragazze e ragazzi ad affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale, della ricerca scientifica, della sostenibilità, della trasformazione digitale e dell’innovazione tecnologica.
Ed è questa la sua più autentica identità.
La nostra missione non è semplicemente trasmettere conoscenze, ma educare persone libere, competenti, responsabili, capaci di pensare criticamente e di affrontare con consapevolezza la complessità del mondo contemporaneo.
Per questo il Liceo Scientifico “G.B. Scorza” non rappresenta soltanto una scuola della città di Cosenza.
È un patrimonio della città, della Calabria e della scuola italiana.
E mi piace concludere con un pensiero che nasce dal cuore.
Essere oggi la dirigente scolastica dello Scorza è per me un immenso privilegio. Ogni giorno sento il peso, ma soprattutto l’onore, di guidare una comunità che da quasi ottant’anni rappresenta un punto di riferimento per la cultura, per la formazione e per la crescita civile del nostro territorio. Continueremo a custodire questa straordinaria eredità, consapevoli che la migliore tradizione è quella che sa rinnovarsi, e continueremo a guardare al futuro con lo stesso coraggio che animò i fondatori dello Scorza nel 1948 perché Lo Scorza non ha mai inseguito il futuro. Lo ha sempre anticipato Ed è questa la sua più autentica identità.
Grazie a tutti.


VENERDì 24 2026 incontro con il Prof. Michele Galluccio che ci ha narrato le ricerche in Bio -Tecnologia per veder qualcosa andare ala link

https://www.facebook.com/share/v/192haTt9Ze/


APPUNTAMENTO a mercoledì 24 Giugno 2026 alle ore 18.00 per ascoltare Salvatore Belcastro


Ci stiamo preparando per andare a vivere un’altra interessante serata con Massimo Capicotto che ci intratterrà su “La Firenze di Vasco Pratolini” attraverso la lettura de “lo Scialo”. Appuntamento alle 18 a Corso Telesio 69


Grande serata con le liriche di Ettore lungo il corso

Per la serie ” Ho scritto per voi ” Ettore Marino ci intratterrà sulla sua produzione letteraria, si leggeranno alcuni brani e soprattutto sarà un evento con qualche sorpresa…. chiamate il 389 610 3833 per confermare la presenza.

quando? Mercoledì 17 Giugno 2026 alle ore 18.00

Civica Amica corso Telesio 69


Lunedì 8 pressso la sede di Civica Amica in corso Telesio 69 il prof Emilio Sperone del Dipartimento di Biologia Ecologia e Scienza della Terra dell’Unical ha tenuto una interessante lezione sugli Squali di Profondità come sentinelle della salute del del Mare

Per qualche notizia sul prof. Sperone andare al link

https://www.youtube.com/watch?v=GOa0zeiZRSY


Comunico il link della serata che potete vedere su YouTube ” Musica Antica – Storia del flauto nei secoli – Maestro Goffredo Degli Esposti” con gli allievi del primo anno, Conservatorio “S. Giacomantonio” Cosenza. Il link é


Questo pomeriggio di musica antica con Goffredo Degli Esposti con i suoi allievi del Conservatorio

Come non concludere una serata di grande musica se non con il pensiero ai nostri quattro braccianti tragicamente uccisi? Quale modo migliore se non donando ai musicisti e al pubblico presente per la coscienza della dolorosa di uomini e donne fatica?

Graditi dai musicisti

e dal pubblico


Cari Civici e Amici della Biblioteca Civica

Sono molto lieta e anche un po’ orgogliosa di annunciare significative collaborazioni con due importanti istituzioni culturali nell’area urbana di Cosenza: infatti il 6 giugno, in sede, avrà rilievo una lezione concerto “Spiritosi Flauti” a cura del Maestro Goffredo Degli Esposti del Conservatorio Giacomantonio di Cosenza; con gratitudine è stata accolta la proposta per la motivazione della scelta, cioè la notata sensibilità dei Civici, tratto che negli anni è emerso come profilo culturale di Civica Amica; giorno 8 giugno, ancora in sede, si terrà, per DIALOGHI APERTI, su proposta del DIBEST, Unical, la conversazione del Prof. Emilio Sperone sul tema “Gli squali di profondità, come sentinelle della salute del mare” con un forte intento divulgativo, altro tratto specifico della nostra associazione.

Si dà inizio, in tal modo, a un percorso comune negli intenti e nella proposta che ci si augura agìta per caratterizzare una offerta culturale condivisa per intenti, qualità degli eventi, per esiti, cambiamento e crescita culturale per tutti. Dunque, che dire di più?

Non si propone una “convocazione d’ufficio”, ma una segnalazione di grande interesse per i Civici e i loro sodali, noti per la forte e sensibile curiosità verso i fatti della cultura e il derivato impegno,

Gilda De Caro

N.B. È gradita la prenotazione per assicurarsi un comodo ascolto


DAl 16 Maggio Civica Amica APS al Salone del Libro di Torino

Di ritorno da Torino Gilda De Caro e Luigi Gallo hanno scritto una nota di mommento sulla partecipazione di Civica Amica al Salone del Libro

Oggi pomeriggio Domenica 17, non prevista, una una piacevole sorpresa una intervista nella trasmissione della Rai Radio2 che trasmessa dal Salone del Libro di Torino. Per ascoltarla andare a

https://www.raiplaysound.it/programmi/radio2musicroomweekend
ai minuti 00:40:31 fino a 00:47:26 .

Finalmente in una trasmissione radio della RAI si parla della Biblioteca Civica di Cosenza.

-CONTRIBUTI-

Gilda De Caro

CAPRICCI DI ACQUE E VERDE DI BOSCHI

 UN MARE ALL’INFINITO…

 LA CALABRIA È BELLA!

E SE VOLESSIMO LA SPERANZA???

Della Calabria se n’è parlato da sempre, intellettuali, non solo calabresi, hanno scritto e percorso le aspre contrade, con frequenza e intensità dalla fine del secolo XVIII e di quelli successivi.

Molte le definizioni, articolate le analisi della Terra e dei suoi abitanti, ma  una coincidenza è carica di suggestioni, due autori a distanza di più di un secolo usano  una parola, per la regione che temporaneamente abitavano, creando una OMONIMIA per gli odierni osservatori di una realtà, che spesso si avverte greve, opprimente, negata  per usurati stereotipi, per dati concreti  sulla qualità della vita, su  alfabetizzazione, la lettura e i libri, la funzionalità di istituti culturali come teatri, cinema, Musei e Biblioteche. Ne emerge un quadro preoccupante che ancor di più stimola a sondare la ricorrente ‘paroletta’, che è SPERANZA.  Nel 1850 per vicissitudini risorgimentali Francesco De Sanctis vive a Cosenza, ospite di una nobile famiglia per tenersi lontano dalla repressione dei Borboni; Egli scrive:” La Calabria per me è terra di GRANDI SPERANZE, dove la natura è ancora primitiva e l’uomo ancor forte, appena in principio di trasformazione sotto la mano dell’uomo civile…Tutte le passioni, che nella città sono stemperate dalla mitezza dei costumi, fervono lì ancora intatte…Era il mondo di Byron, insieme con una natura altamente poetica, la foresta – la Sila- le spelonche, i monti e le valli, furiosi temporali avvicendati con cielo sereno e sorridente”. Nel 1959 Pier Paolo Pasolini arriva in Calabria e ne rimane affascinato, avvia una ricerca di paesaggi e di luoghi per il Vangelo secondo Matteo, redige resoconti per una rivista, descrive la costa ionica come terra incantata, ma a proposito di CUTRO arroccata e depressa, usa la parola Banditi intendendone il senso più antico di “tenuti fuori, allontanati” molto colpito dalla depressione e dalla povertà. Ne nasce una polemica molto aggressiva innescata dal sindaco di Cutro, poi ripresa dal Popolo e da Specchio, scrive una LETTERA ALLA CALABRIA, pubblicata su Paese Sera, negli anni seguenti gli è assegnato il Premio Città di Crotone, poi revocato dal prefetto di Catanzaro. In quella occasione con molta amarezza rilascia frequenti dichiarazioni, tra cui quella che ancora oggi si presenta come vera e densa di autenticità storica, conviene riportarla, sulle tracce della sopraddetta omonimia:

“In Calabria è stato commesso il più grave dei delitti, di cui non risponderà mai nessuno. È stata uccisa la Speranza pura, quella un po’ anarchica e infantile di chi vivendo prima della storia ha ancora tutta la storia davanti a sé” Era il 1963.

I Civici di CIVICA AMICA si sono mobilitati per rivendicare quella Speranza che in oltre un secolo De Sanctis sente come divenire felice e progressivo, Pasolini non può che costatare il disastro conclamato. A distanza di oltre duecento anni la trasformazione è avvenuta, nella meccanica complessiva di quella nazionale, industriale e capitalistica, con notevoli fenomeni depressivi come una importante emigrazione e il costante svuotamento delle campagne e dei paesi come Pasolini già denunciava.   Negli anni al posto di un progresso si è consolidato il CAOS, innumerevoli gli elementi e non classificabili, Corrado Alvaro stringato li sintetizza” i calabresi sono ottimi o pessimi” una contraddizione che sembra senza vie di uscita.

 I Civici diventati tali per contestare la chiusura della BIBLIOTECA CIVICA DI COSENZA, avvertita come segno evidente del disagio culturale, hanno individuato un filo per dipanare il groviglio, l’elemento debole nel caos, è la popolazione e il profilo delle comunità, che emergono dalle rilevazioni di diversi enti, indifesi nella comprensione di messaggi elementari, in particolare nella fascia di età centrale tra i 54 e i 65 anni.

 La popolazione, in ampie fasce, non legge, non compra libri, non ha in casa libri, non frequenta teatri, afflitta da un importante analfabetismo funzionale, in un contesto socio economico differenziato e contraddittorio. Eppure sono nate Università, diffuse le scuole di ogni ordine e grado, si è delineato negli anni un percorso formativo, da cui emergono ristrette élite, ancora conviventi con la massificazione dell’ignoranza e dell’approssimazione.

Vitalissimo un agire volontario nell’ambito culturale, ma non basta, mentre non è mai stato pensato, attuato, monitorato un investimento indirizzato a colmare il differenziale culturale storico in queste contrade. Allora che pensare che i calabresi sono una massa amorfa di ignoranti, come si pensava fossero nei secoli precedenti?  Non si vogliono avanzare argomenti speciosi di antica memoria, c’è ed è oggettiva la responsabilità di ogni gruppo sociale nella propria condotta, ma non si può non rilevare che esiste un sapere molto antico nelle forme del vivere, in ogni aspetto del vivere, un senno e una sapienza originati dalla asperità dei luoghi e dalla urgenza di sopravvivere, poi dalla presenza di sette aree linguistiche e di minoranze linguistiche, di sacche ancora esistenti di povertà familiare e di territori svuotati. Tale patrimonio di conoscenze non riesce a emergere verso la cultura “canonica” e la lingua nazionale con la medesima velocità e pervasività che in altre popolazioni e in diverse regioni.

Appare opportuno, a tal proposito, riprendere la considerazione di Florindo Rubbettino, delegato AIE per il Sud, a commento dei dati: egli avanza la richiesta di una legge specifica per “costruire un ambiente favorevole alla cultura del libro”, per studiare le condizioni vere dei territori e per debellare una distrazione, già denunciata nel 1950, in un numero speciale de IL PONTE, da Piero Calamandrei, sulla Calabria, indicata come “la più nobile ma la meno studiata regione d’Italia” .

 Che fare, dunque?

  1. Riaprire con tempestività le tre Biblioteche storiche, monitorare tutte quelle esistenti pubbliche e private, con immediatezza. Ampliarne la funzionalità e la flessibilità verso le nuove dimensioni socio culturali.
  2. Predisporre un rilevante investimento in CULTURA. E’ necessaria la mappatura di quello che c’è e quello che manca per decidere poi interventi compensativi nelle zone di

maggiore sofferenza.

  • Stabilire obiettivi possibili, coinvolgendo le istituzioni scolastiche e universitarie e di ricerca per definire interventi, monitoraggi, risultati, durata.
  • Massima diffusione della iniziativa a rendiconto del percorso compiuto con l’auto verifica delle comunità coinvolte, da cui trarre le “migliori pratiche” per verificare l’avvenuta emersione nell’intreccio tra sapere di esperienza e sapere di struttura.

Gilda De Caro Presidente di CIVICA AMICA APS

TORINO 16 MAGGIO 2026


Graziella Felice

Oltre la metrica del libro: lettura, cultura e capitale cognitivo nel contesto calabrese. Visioni laterali, idee e soluzioni nell’ottica della promozione sistemica della cultura

SCENARIO

Il rapporto tra Calabria e lettura viene spesso descritto attraverso una lente quantitativa che riduce la complessità del fenomeno a un dato elementare: il numero di libri letti pro capite. Tale impostazione, apparentemente neutra ed ovvia, tradisce in realtà una semplificazione epistemologica rilevante, poiché assume implicitamente una correlazione lineare, che nei fatti non è dimostrata, tra pratica della lettura e livello di cultura. Questa correlazione, tuttavia, non è né automatica né universalmente valida. Il caso calabrese, osservato senza filtri retorici, o narrazioni auto svalutative, rappresenta un terreno particolarmente fertile per mettere in discussione questa equivalenza. Le rilevazioni statistiche ufficiali, in particolare quelle prodotte dall’ISTAT, collocano stabilmente la Calabria nella fascia bassa degli indicatori relativi alla lettura e alla partecipazione culturale. Tale collocazione, reiterata nel tempo, tende a essere assunta nel discorso pubblico come evidenza immediata di un deficit culturale strutturale. Questa interpretazione, tuttavia, presuppone un passaggio logico non esplicitato: l’equivalenza tra frequenza di pratiche culturali dichiarate e livello effettivo di competenza culturale.

È proprio questo passaggio a richiedere una problematizzazione più rigorosa. Le indagini sulla lettura, per loro natura, operano attraverso indicatori quantitativi fondati sull’autodichiarazione e sulla misurazione della frequenza: numero di libri letti in un determinato arco temporale, partecipazione a eventi culturali, accesso a determinati contenuti. Si tratta di variabili che descrivono comportamenti osservabili e comparabili, ma che non penetrano la dimensione qualitativa dell’esperienza di lettura. In altri termini, esse registrano la presenza o l’assenza di un atto, ma non la sua intensità cognitiva, la sua profondità interpretativa né la sua capacità di incidere sulle strutture mentali del soggetto. Questa distinzione rinvia a una differenza teorica fondamentale tra consumo culturale e appropriazione culturale. Nel primo caso, l’attenzione è rivolta all’atto di fruizione in quanto tale; nel secondo, al processo attraverso cui il contenuto viene interiorizzato, rielaborato e integrato in un sistema di conoscenze. Le statistiche ufficiali si collocano chiaramente nel primo ambito. Esse sono costruite per misurare flussi e frequenze, non trasformazioni cognitive.

Ne deriva che l’interpretazione dei dati come misura diretta del “livello di cultura” implica un’estensione indebita del loro significato originario.

La lettura, infatti, non è un atto omogeneo. Esiste una differenza sostanziale tra lettura superficiale e lettura profonda, tra consumo narrativo e costruzione critica del sapere. Leggere un testo non implica necessariamente comprenderlo, né tantomeno integrarlo in una struttura cognitiva stabile. In questo senso, l’assunto implicito secondo cui “più si legge, più si è colti” appare riduttivo. Una moltiplicazione quantitativa degli atti di lettura può coesistere con una sostanziale povertà interpretativa, così come una pratica di lettura più limitata ma qualitativamente intensa può generare un capitale culturale significativamente più solido.

Nel contesto calabrese, questa distinzione assume un rilievo particolare. La regione presenta criticità strutturali nel sistema educativo, evidenziate anche dalle rilevazioni internazionali come OECD attraverso i programmi PISA, che segnalano livelli di competenza alfabetica inferiori alla media nazionale. Questo dato non riguarda semplicemente la capacità di leggere, ma la capacità di comprendere, interpretare e utilizzare il testo come strumento di elaborazione cognitiva. In assenza di tali competenze, la lettura tende a perdere la sua funzione trasformativa, riducendosi a pratica episodica o marginale. Parallelamente, la struttura territoriale e infrastrutturale contribuisce a limitare la diffusione della lettura come abitudine sociale. La scarsità di librerie, la debolezza del sistema bibliotecario e la limitata offerta culturale non rappresentano semplici carenze logistiche, ma fattori che incidono direttamente sulla costruzione di un ambiente cognitivo favorevole. La cultura, infatti, non è solo un insieme di contenuti, ma un ecosistema di pratiche condivise. Dove questo ecosistema è fragile, anche la lettura tende a configurarsi come attività isolata, priva di continuità e di riconoscimento sociale.

E tuttavia, ridurre la Calabria a un “deserto culturale” sarebbe un errore speculare rispetto alla semplificazione quantitativa. La presenza di istituzioni accademiche di rilievo, come l’Università della Calabria, dimostra l’esistenza di nuclei avanzati di produzione e trasmissione del sapere. Il problema, quindi, non è l’assenza di cultura, ma la sua distribuzione disomogenea. Si configura una struttura a densità variabile, in cui convivono eccellenze accademiche e fragilità diffuse, senza che tra queste si stabilisca un reale processo di osmosi. Questo squilibrio solleva una questione più profonda: la relazione tra capitale culturale e contesto sociale. Riprendendo implicitamente la lezione di Pierre Bourdieu, si può osservare come il capitale culturale non si costruisca unicamente attraverso l’accesso ai contenuti, ma attraverso la loro incorporazione in pratiche sociali riconosciute. In Calabria, il capitale sociale — inteso come rete di relazioni e solidarietà — appare relativamente forte, ma non si traduce automaticamente in capitale culturale. Questo scarto produce una condizione in cui la conoscenza non diventa valore condiviso, ma resta confinata in circuiti ristretti.

In questo quadro, la retorica della promozione della lettura rischia di risultare inefficace se non addirittura fuorviante. Incentivare la lettura senza intervenire sulle competenze cognitive di base e sull’ambiente culturale equivale a stimolare un comportamento senza modificarne le condizioni di possibilità. La questione, dunque, non è semplicemente aumentare il numero di lettori, ma ridefinire il significato stesso della lettura come pratica trasformativa. Si potrebbe allora sostenere che il vero indicatore di cultura non sia la quantità di libri letti, ma la capacità di utilizzare la lettura come strumento di orientamento nel mondo. In questa prospettiva, la cultura non coincide con l’accumulazione di informazioni, ma con la costruzione di un pensiero autonomo e critico. Il problema della Calabria, in tal senso, non è tanto una carenza di lettura, quanto una difficoltà nel trasformare la lettura in esperienza cognitiva significativa. Il nodo centrale diventa quindi qualitativo e non quantitativo. Una politica culturale efficace dovrebbe spostare l’attenzione dal libro come oggetto al lettore come soggetto, dalle metriche di consumo ai processi di apprendimento. Senza questo passaggio, ogni intervento rischia di restare superficiale, limitandosi a misurare ciò che è facile contare, ma non ciò che realmente conta. In conclusione, il caso calabrese invita a una revisione critica delle categorie attraverso cui si misura la cultura. La lettura, lungi dall’essere un indicatore univoco, è un fenomeno complesso che richiede di essere analizzato nella sua dimensione cognitiva, sociale e territoriale. Solo abbandonando l’equazione semplicistica tra quantità di libri letti e livello culturale è possibile comprendere — e forse trasformare — le dinamiche profonde che attraversano il rapporto tra società e conoscenza.

ANALFABETISMO FUNZIONALE – IL FENOMENO OLTRE LE LETTURE RIDUTTIVE

Nel dibattito pubblico locale – ma non solo – si è progressivamente consolidata una narrazione implicita secondo cui l’analfabetismo funzionale costituirebbe una caratteristica riconducibile a specifici segmenti sociali, spesso sovrapposti a determinati orientamenti politici. Questa rappresentazione, oltre a essere empiricamente fragile, svolge una funzione autoassolutoria: consente a chi si percepisce come parte “colta” o “consapevole” di collocarsi automaticamente fuori dal problema. Il nodo centrale non è la quantità di libri letti né l’appartenenza politico-culturale, ma la qualità dei processi cognitivi attivati dalla lettura stessa. In altre parole, la questione riguarda la capacità diffusa – o la difficoltà – di comprendere, interpretare e rielaborare informazioni complesse.

In questo quadro, l’analfabetismo funzionale si configura come un fenomeno immanente, strutturale e trasversale. Non è un tratto “del popolo” contrapposto a élite culturalmente attrezzate, ma una condizione che attraversa l’intero corpo sociale, assumendo forme diverse a seconda dei contesti. Nelle fasce più fragili, esso può manifestarsi come difficoltà di comprensione di testi anche semplici, come incapacità di orientarsi tra informazioni di base o di utilizzare il linguaggio in modo efficace. Ma nelle classi più istruite e negli ambienti intellettuali, il fenomeno non scompare: cambia forma. Si traduce, più sottilmente, in rigidità interpretativa, in uso stereotipato delle categorie, in incapacità di mettere in discussione i propri schemi cognitivi.

In questo senso, si può parlare di una duplice configurazione del problema. Da un lato, un analfabetismo funzionale “esplicito”, legato a carenze nelle competenze di base; dall’altro, un analfabetismo funzionale “implicito”, che riguarda la difficoltà di trasformare il sapere in pensiero critico, autonomo e riflessivo. Entrambe le forme sono presenti nel contesto calabrese e contribuiscono a quella frattura tra consumo culturale e appropriazione culturale che il testo evidenzia. Attribuire il fenomeno a un solo segmento sociale o a una specifica area politica non solo è metodologicamente scorretto, ma impedisce di coglierne la reale profondità. Significa ridurre una questione cognitiva complessa a una categoria identitaria, trasformando un problema strutturale in uno strumento di distinzione simbolica.

Nel contesto calabrese, questo meccanismo è particolarmente insidioso. La presenza di eccellenze accademiche, di reti sociali solide e di tradizioni culturali radicate convive con una difficoltà diffusa nel trasformare tali risorse in capitale cognitivo condiviso. In assenza di questa trasformazione, anche gli ambienti più strutturati rischiano di operare in circuiti chiusi, autoreferenziali, incapaci di incidere sul tessuto sociale più ampio. La riflessione, allora, deve compiere un ulteriore passo. L’analfabetismo funzionale non è una patologia “degli altri”, né un indice di inferiorità culturale di un territorio. È un effetto delle modalità contemporanee di produzione, trasmissione e fruizione del sapere. In Calabria, come altrove, esso emerge dall’interazione tra sistema educativo, infrastruttura culturale, contesto sociale e trasformazioni del linguaggio pubblico.

Affrontarlo richiede, quindi, un cambio di paradigma. Non si tratta di individuare un colpevole, ma di riconoscere una condizione condivisa. Non di contrapporre popolo ed élite, ma di intervenire sui processi che impediscono alla lettura di diventare esperienza cognitiva significativa. Solo in questa prospettiva diventa possibile superare tanto la stigmatizzazione quanto l’autoassoluzione, restituendo alla questione la sua natura reale: quella di un problema complesso, diffuso e, proprio per questo, affrontabile solo in modo sistemico.

CALABRIA TRE LINEE DI INTERVENTO – PROPOSTE E RIFLESSIONI

Nel contesto calabrese, la questione della lettura non può più essere isolata come pratica autonoma. Essa va ricollocata dentro un quadro più ampio, in cui il problema centrale non è l’accesso ai contenuti, ma la capacità di comprenderli, interpretarli e integrarli in una struttura di senso. Oggi questa capacità passa in misura crescente attraverso il linguaggio della tecnologia. Non perché la tecnologia sostituisca la cultura, ma perché ne ridefinisce le forme di accesso, le modalità di organizzazione e i criteri di legittimazione.

La prima linea di intervento deve dunque riguardare una ridefinizione dell’alfabetizzazione stessa. Non si tratta più soltanto di saper leggere un testo, ma di saper leggere sistemi. Nel quotidiano, una parte rilevante della popolazione utilizza dispositivi, piattaforme e servizi digitali senza comprenderne i meccanismi di funzionamento. Questo produce una forma di partecipazione apparente: si interagisce con la tecnologia, ma senza possederne le chiavi interpretative. L’esempio più evidente è rappresentato dall’esperienza delle piattaforme social, dove il flusso dei contenuti viene percepito come spontaneo, mentre è il risultato di processi di selezione algoritmica. In assenza di consapevolezza rispetto a questi meccanismi, il soggetto non esercita un’interpretazione, ma subisce una costruzione. L’alfabetizzazione, in questo senso, deve diventare alfabetizzazione ai linguaggi tecnologici, intesi non come competenze tecniche specialistiche, ma come capacità diffuse di comprendere le logiche che organizzano l’informazione.

La seconda linea riguarda la struttura stessa del capitale culturale nel territorio. Il testo evidenzia con chiarezza come in Calabria non manchino poli di produzione del sapere, ma come questi restino spesso isolati rispetto al tessuto sociale. Questa frattura diventa ancora più problematica nel momento in cui il sapere assume forme sempre più complesse e tecnicamente mediate. La presenza di università, professionisti qualificati e centri di ricerca non si traduce automaticamente in diffusione di competenze interpretative. Si produce così una distribuzione diseguale del capitale cognitivo: concentrazione elevata in alcuni nodi, fragilità diffusa altrove. Intervenire su questo squilibrio significa costruire canali di circolazione del sapere che non si limitino alla trasmissione di contenuti, ma favoriscano processi di appropriazione. La tecnologia, in questo senso, non deve essere solo utilizzata, ma socialmente mediata, discussa, resa comprensibile. Senza questa mediazione, resta un’infrastruttura opaca, che amplifica le disuguaglianze invece di ridurle.

La terza linea di intervento implica una revisione dei criteri attraverso cui si misura la cultura. Le metriche tradizionali – numero di libri letti, accesso a internet, partecipazione a eventi – risultano sempre più inadeguate a descrivere la qualità dei processi cognitivi. Esse registrano la presenza di un comportamento, ma non la sua efficacia interpretativa. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato da un eccesso di informazioni e da una crescente complessità dei sistemi, il vero indicatore diventa la capacità di orientamento. Un esempio emblematico è quello emerso durante la pandemia: la difficoltà, diffusa e trasversale, di comprendere dati, grafici e modelli previsionali ha mostrato come l’accesso all’informazione non coincida con la sua comprensione. Anche in presenza di livelli di istruzione medio-alti, molti soggetti non erano in grado di interpretare correttamente ciò che leggevano. Questo non è un problema di quantità di informazione, ma di struttura cognitiva.

Alla luce di queste considerazioni, il caso calabrese appare particolarmente significativo. Esso non rappresenta un’eccezione arretrata, ma una forma più visibile di una trasformazione generale. Il passaggio dalla cultura come accumulazione di contenuti alla cultura come capacità di interpretazione rende evidente che il nodo non è più l’accesso, ma la comprensione. In questo senso, la distanza che separa una parte della popolazione dalla piena partecipazione culturale non è tanto una distanza dal libro, quanto una distanza dai linguaggi attraverso cui il mondo contemporaneo si organizza.

Intervenire su questa distanza richiede politiche che non si limitino a incentivare comportamenti, ma che agiscano sui processi cognitivi. Significa riconoscere che leggere, oggi, non è più un atto circoscritto alla pagina, ma un’operazione diffusa che attraversa interfacce, dati, immagini, algoritmi. E che, senza la capacità di decifrare questi elementi, ogni incremento quantitativo della partecipazione culturale rischia di restare superficiale.

Se questa consapevolezza non viene assunta, il rischio è quello di continuare a misurare ciò che è facilmente quantificabile, trascurando ciò che realmente determina la qualità della vita culturale di un territorio. Con il risultato di produrre politiche che aumentano i numeri, ma non modificano le condizioni profonde della comprensione.


Luigi Gallo

Testo di Luigi Gallo per il Salone del Libro di Torino

Istituire l’assessorato alla cultura e per non restare impigliati nelle contingenze affidare una indagine conoscitiva sulla condizione della cultura in tutta la regione: la Calabria attraversa una v fase creativa eccezionale. scrittori e musicisti in particolare, ma anche pittori, fotografi etc,

comincerei dall’archeologia per individuare gli scavi più significativi  e rilevanti, così per i musei da Sibari a Reggio passando per Locri e Vibo.

musica conservatori, gruppi, musicisti. per fare un esempio : quasi tutti conoscono Brunori sas, ma la più parte ignora Vincenzo Ricca, musicista cosentino apprezzato in tutta Europa e non solo.

premi letterari, Reggio,  Rhegium Julii Cosenza, premio Sila, Caccuri etc,

teatro: Castrovillari, ma ci sono gruppi teatrali dappertutto.

censimento biblioteche e successiva elaborazione di proposte di governo.

centri studi, fondazioni, case editrici.

esiste un divario appariscente tra l’impoverimento economico della regione ed una vitalità’ culturale sorprendente.

questa vitalità, di cui anche Civica Amica è parte segna il nostro tempo, che ha però anche il volto del decadimento della politica nettamente separata dalla cultura.

a questa separatezza può tentare di rimediare solo la politica sé ne sarà capace.

è su questa falsariga poter continuare. ma mi fermo qui…


Ferruccio Rizzuti

I COMUNI DELLA PROVINCIA DI COSENZA

BIBLIOTECHE ITALIA MERIDIONALE

BIBLIOTECHE IN CALABRIA

Confronto dei dati sulle Biblioteche tra due regioni del sud: Calabria e Campania

Nel chilometro quadrato del centro storico di Cosenza Sono presenti nelle Biblioteche, pubbliche e private, Musei, La Galleria Nazionale e altre istituzioni un patrimonio librario, documenti, pergamene, incunaboli attorno al milione di reperti.

 

ma…..

LA CIVICA RESTA CHIUSA


Attività di ricerca recente di Civica Amica in vista di SalTO26

COMUNI DELLA PROVINCIA DI COSENZA SEDI DI LIBRERIE

CENTRI DI LETTURA IN PROVINCIA DI COSENZA

IN CONTATTO CON CIVICA AMICA

COMUNI DELLA PROVICIA DI COSENZA CON DATI





Giovedi 23 Aprile alle ore 17.30 presso la Città dei Ragazzi in via Panebianco

ASSEMBLEA DEI SOCI DI CIVICA AMICA APS

Approvazione del Conto 2025, Bilancio del 2026, Programmazione delle attività future.

Con la Collaborazione di Paolo Apa abbiamo anche una clip dell’Assemblea


Giovedì 16 Aprile ore 18.00 sede di Civica Amica a Corso Telesio 69

Conversazione con Oscar Greco ” Piero Gobetti: Cento e oltre.”

Ieri sera un pubblico attento e partecipe ha seguito e reagito positivamente agli stimuli culturali proposti dal Prof Oscar Greco nella sua conversazione a cui è seguito un fitto e serrato dibattito su una questione storica ancora per certi versi controversa.

Sulla Pagine Facebook di Civica Amica ( https://www.facebook.com/CIVICAMICA ) per altri 30 giorni circa, sono visibili le clip della diretta video della conversazione degli interventi del pubblico.

Il commento della nostra, sempre attenta, socia Ninetta Fullone:

Giovedi’ 16 aprile a Cosenza nella sede di Civica Amica alle ore18 una conversazione con il professore dell’Unical Oscar Greco.
Il tema della serata:
La Rivoluzione Liberale, rivista storica settimanale di politica, ideata diretta e pubblicata dal giovane
Piero Gobetti, insieme a un gruppo di sodali altrettanto giovani e impegnati.
Ha iniziato la presidente di Civica Amica Gilda De Caro, che ci ha fatto “conoscere”il prof.Greco bambino: esuberante, gioioso, vivacissimo inventore e “scalatore” di divani
( nel salotto di casa) come solo i bambini sanno fare.
Quindi la conversazione: ecco
il prof.Greco e’
l ‘ apoteosi , il vero storico, preciso, puntuale, autentico giusti sono i fatti sociali e politici… accertati, di cui ci parla .
Ci “presenta ” Piero Giobetti, l’intellettuale, editore, filosofo, giornalista, politico come figura chiave dell’ antifascismo liberale ,nato a Torino il 19 giugno 1901 morto a Parigi il 19 feb 1926. Piero Gobetti fu precocissimo : a solo 17 anni fondo’ la rivista Energie Nuove.
La conversazione e’stata l’occasione (come ho gia’ detto) per farci conoscere gli eventi passati e comprendere il presente .
Molti e interessanti’ sono stati gli interventi .
E’ stata un’ occasione indispensabile, peculiare per capire l’utilita’ della storia .
Un grazie speciale a Civica Amica per avere organizzato questo importante evento.



A conclusione del ciclo “Ho letto per Voi” il racconto di Massimo Capicotto sulle “Due o tre cose che sa su di Lui”. Appiuntamento Venerdi 27 Marzo alle ore 18.00 sempre alla Sede di CIvica Amica APS in Corso Telesio 69.

La sorpresa finale della chiusura questa volta non è stata con i soliti Vino e Tarallucci, ma qualcosa di più stuzzicante, innovativo e inedito, nell’atmosfera di Proust… Tartare di manzo con tartufi e canapé di vari sapori con champagne, preparati da Matteo Voltasio.



Venerdì 20 2026 alle ore 17.30 conversazione con Francesco Alimena sul tema “Agire per il Centro Storico”

Una serata molto interessante con molti spunti di riflessiione con un pubblico attento e partecipe che ha animato la conversazione con Francesco Alimena sugli inteventi realizzati e da realizzare nel centro storico o come si usa dire in Cosenza Vecchia, per un’opera di rigenerazione urbana con un modello culturale partecipativo condiviso e generativo di nuove idee di aggregazione sociale con le diverse comunità ed etnie che attualmente lo abitano.

Una più completa visione della Conversazione con gli inteventi anche di coloro che hanno fatto domande e declamato poesie civili si trova nelle clip che Paolo Apa ha montato e che si trovano sul suo Canale Youtube.

Gli interventi:

Conversazione di Francesco Alimena https://youtu.be/EHkV-AxX-mw?si=rX9rj4pEYAjVJAqR,

Cornelia Golletti declama le poesie di Noura ben Salem https://youtu.be/ApuQU5RdhYw,

Palma Carbone, residente del Centro Storico fa una domanda https://youtu.be/viO7ZIHA1wU,

Altri interventi di partecipanti https://youtu.be/BjRoChu8j4k


Il terzo incontro di ” Ho Letto per Voi La Recherche di Proust ” sarà il 12 Marzo alle 17.30 con una sorpresa finale ( Un The con Marcel ).

Qualche immagine della serata di ieri partecipata e conviviale. Se volete vedere la clip della serata che ha prodotto Paolo Apa aprite https://youtu.be/OsJDI_uskGU

Le attività del mese di Marzo saranno aperte dal una nuova iniziativa ” Ho scritto per voi”. Francesca Anili incontrerà amiche e amici e soci di Civica Amica e ci racconterà la fatica e il processo creativo per scrivere ” La terra non ha Memoria – una Storia di speranze partenza dimenticanza”. Vi aspettiamo alla sede di Civica Amica APS in corso Telesio 69 alle 17.30 del 5 Marzo 2026.

Come tradizione al termine rimaniamo per altre chiacchiere ancora con “Vino e Tarallucci”


La seconda lettura su Proust a cura di Graziella Coccimiglio c’è stata ieri 19 Febbraio 2026


Venerdì 23 Gennaio 2026 ore 10.30 Visita guidata al Museo dei Bretti e degli Enotri

Luigi Gallo ha scritto su questa visita:

È in luminosa mattina di gennaio, sulla città splende il sole; all’orizzonte le cime innevate del Pollino a nord, ad est i boschi imbiancati di Montescuro. Ci ritroviamo, soci ed amici di Civica Amica puntuali alla Massa, il quartiere ai piedi di Colle Triglio, per salire la scalinata che conduce sul sagrato di Sant’Agostino. Oggi 23 di gennaio 2026, Sant’Emerenziauna martire, visita guidata al Museo dei Bretti e degli Enotri.
Una immersione nella storia antica dal paleolitico, attraverso il neolitico, l’età del bronzo, del ferro alla colonizzazione greca, alla fondazione di Sibari sino alla conquista romana.
La visita al Museo dei Bretti e degli Enotri conclude il progetto di Civica Amica di far conoscere e valorizzare le istituzioni cultuali cittadine, che hanno sede a Cosenza vecchia , per fortuite coincidenze, dirette tutte in questo fase della storia cittadina da appassionate e ferrate dirigenti donne.
Ad accoglierci, infatti, sulla porta del Museo c’è Marilena Cerzoso, direttrice del Museo, che si è resa disponibile per guidarci nelle stanze del convento di Sant’Agostino, dove sono custoditi preziosi reperti, testimoni di una presenza umana operosa nella nostra regione.
La direttrice, tenace conduttrice del Museo, dopo averci illustrato l’origine del convento e la decisione di farne la sede del Museo, restituendo nuova vita ai reperti custoditi in un angusto magazzino del palazzo della cultura, sede dell’Accademia cosentina.
La nostra dotta guida ci ha guidato attraverso i diversi spazi del museo; ci ha illustrato i reperti custoditi nelle bacheche.
Ha attivato la ricostruzione della sepoltura enotria e ci ha mostrato i preziosi reperti, custoditi nella bacheca vicino alla tomba virtuale.
Ci siamo soffermati sulle statuine venute alla luce negli scavi a Cozzo Michelicchio e che furono esposte alla mostra I Greci d’Occidente, a palazzo Grassi a Venezia il 1996 da marzo a dicembre.
Ad attirare la nostra attenzione la stele funeraria in marmo trovata durante gli scavi per la costruzione del seminario arcivescovile: un bassorilievo, con le figure di una donna ed un uomo al centro e due figure femminili più piccole in basso,in un pezzo di marmo quadrato,scavato dall’artista da farle apparire il bassorilievo come custodito in una scatola aperta.
La visita, arricchita dalle spiegazioni della direttrice di è conclusa al terzo piano del chiostro dove sono custoditi testimonianze della storia risorgimentale ye dell’impresa tentata dai fratelli Bandiera.

Ultima visita di un percorso iniziato un anno fa nello stesso giorno. Un buon gruppo di cosentini ha scoperto quanto di prezioso è custodito nel centro storico della città.

E’ necessario prenotarsi perchè i posti disponibili sono solo 25.

Inviate un whatsapp al 389 610 8333



CIVICA AMICA APS con gli auguri per un Felice Anno Nuovo vi invia alla prima iniziativa del 2026 quando una pianista eccezzionale ci farà ascoltare musiche di Satì e Ravel nel museo dei Brettii e degli Enotri il 4 Gennaio 2026 alle ore 18.00.


ARCHIVIO EVENTI 2025

Lunedì 29 Dicembre 2025 alle ore 10.25 Visita guidata ala Biblioteca del Liceo Classico B.Telisio con Antonella Giacoia.

Occasione interessante per conoscere un altro bene prezioso della nostra città e anche perchè ci sarà una scoperta inedita… Copia di un Rogito che riguarda Bernardino Telesio come Arrendatore e Conduttore di Fondi Rustici dell’Abazia di Corazzo dal 1561 al 1564 trovato da Mario Gallo presso l’Archivio di Stato di Cosenza, Copia dell’atto è stata donata alla Biblioteca del Liceo.

Una nota di commento di Civica Amica:

Ancora notizie su Bernardino Telesio: visita alla “Stefano Rodotà”. Prosegue l’azione di Civica Amica tesa a creare una rete tra le più importanti istituzioni culturali della città: partita nel gennaio scorso dalla Biblioteca Nazionale ha fatto tappa alla Galleria Nazionale, all’Archivio di Stato e, ieri, 29 dicembre, alla Biblioteca del liceo classico “Telesio” a Cosenza per concludersi il prossimo 23 gennaio al Museo dei Brettii e degli Enotri.

“Le biblioteche sono trincee di libertà” – ha sottolineato la professoressa Antonella Giacoia, fondatrice e direttora della “Stefano Rodota”, aperta agli studenti e ai cittadini – i libri sono strumenti per interpretare la complessità del mondo”. Ai piedi del colle Guarassano, l’edificio ospita sette sale con quasi 90 mila titoli di varie epoche che spaziano dalla letteratura italiana e straniera alla poesia e teatro, dalla filosofia alla medicina e al diritto fino alle raccolte di quotidiani del Novecento.

L’occasione di aprire i cancelli dello storico istituto in un periodo di vacanza è la donazione di una copia del documento che apre uno squarcio sulla vita del filosofo cosentino: il contratto di incarico, firmato nel 1561, per amministrare i fondi rustici dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo dell’ordine dei Cistercensi, nel catanzarese, dove l’intellettuale lavorò anche per dare alla luce il De Rerum Natura. A scoprire l’atto nel 1994, all’Archivio di Stato di Cosenza lo storico Mario Gallo, che ne ha riconsiderato il valore alla luce di ulteriori ricerche negli Archivi Vaticani. A curarne il commento è il professore Salvatore Belvedere. I due studiosi hanno regalato copia dell’atto al liceo “Telesio” perché è “istituzione che persegue la conoscenza approfondita del filosofo attraverso la raccolta di fonti bibliografiche e documentali a disposizione dell’utenza interna ed esterna”. La manifestazione di consegna è stata patrocinata dall’Associazione Civica Amica, alla quale Gallo e Belvedere, hanno riconosciuto il merito non solo di “tutelare la Biblioteca Civica di Cosenza e il suo importante valore librario ma anche di operare a favore dell’arricchimento e dell’utilizzo delle biblioteche cittadine”.

“L’obiettivo di Civica Amica è anche scoprire l’inedito, fare emergere le opere di artisti e studiosi in Calabria – ha detto Gilda De Caro presidente dell’Associazione – a conferma che questa terra continua ad essere con difficoltà luogo di elaborazione culturale”.


Saranno ammesse solo 30 presenze a quindi chi volesse partecipare deve manifestare il proprio interesse inviando un whatsapp al numero di Civica Amica APS 389 610 3833 oppure una mail a civicamica@gmail.com


Giovedì 4 Dicembre 2025 con Maria Grazia Coccimiglio che ha letto per noi tutta l’opera di Proust senza Perdersi…..


Giovedì 20 Novembre 2025 ore 17.00 presso Cosenza Oper Incubator a Palazzo Spadafora in via San Tommaso presentazione del libro di Luigi Gallo sulla storia della nascita della Biblioteca Civica di Cosenza

Presentazione dell’evento https://youtu.be/oBDo8usmHiQ

L’intervento di Ottavio Cavalcanti si trova al link:

https://youtu.be/C9LSDo1PQXM?si=SgWa7gxdvK8B8k2K

l’Intervento di Davide Infante si trova al link:

https://www.youtube.com/watch?v=J8PN7MPmXhU

Raccontare i fatti e le azioni per la fondazione della Biblioteca Civica di Cosenza, fornisce le necessarie motivazioni per auspicare che, terminati i lavori, si riapra a permanente “Decoro” della città, secondo le intenzioni dei fondatori nel 1872.

Civica Amica coglie intatto lo spirito di allora, delle menti illuminate, che nella istruzione diffusa configuravano il progresso della città.

Civico l’impegno dell’epoca, così quello odierno.

Rievocare è urgente per chiedere, sollecitare, ribadire la necessità di aprire nella sua piena funzionalità la Biblioteca Civica di Cosenza.

qualche foto


…’nu cantiellu e cucuzza ppe Civica Amica…

Giovedì 13 Novembre ore 17.30 presso CIvica Amica Aps in corso Telesio 69

con la nota scritta da Ninetta Fullone al termine della serata:

Ieri pomeriggio ,alle ore17,30, incontro interessante piacevole emozionante nella sede di Civica Amica ,la presidente prof. Gilda De Caro ha iniziato presentando la prof Marialuigia Campolongo autrice del libro di versi in vernacolo Juri e Cucuzze.La lettura dei versi fatta dalla scrittrice è stata l’apoteosi della serata chiarissima,sicura precisa sorridente ci ha appassionato.
Il prof Ferruccio ci ha coinvolto in un interessante gioco tradizionale e ci ha letto la ricerca del termine cucuzza fatta dal prof.Tra
molte di noi abbiamo letto alcune ricette ,
la presidente Gilda De Caro ce ne ha raccontate alcune facendoci riflettere su cosa mangiavamo ,soprattutto i meno abbienti, a fine 2^ guerra.
Tutti abbiamo poi gustato un’ ottima 🍕 rustica con zucca ,degli ottimi taralli e un buon bicchiere di 🍷. L’incontro ha evidenziato la importanza e il legame tra ambiente e alimentazione le nostre radici i nostri prodotti ma soprattutto quanto è importante per la riuscita di una iniziativa la preparazione, la ricerca lo studio l’amore per quello che di fa.

Chi desidera ‘nu cantiellu ‘e Cucuzza per sostenere CIvica Amica con una donazione puo scrivere a civicamica@gmail.com oppure inviare un Whatsapp al 389 610 3833. Giovedì 13 Novembre si verrà in sede per ritirare il prodotto e consegnare la donazione. una magnifica occasione per stare insieme ascoltando Marialuigia con il suo “Juri e Cucuzze”. seguiteci anche su Facebook

Proposta originale per sostenere Civica Amica in questo scorcio finale di Anno, prima di aprire la prossima campagna di tesseramento. Abbiamo bisogno di reperire quel poco di risorse finanziarie che ci permettono di affrontare le spese delle prossime attività e di pagare affitto sede e spese generali. Per fare questo metteremo all’incanto due belle zucche che provengono dal podere di Marta Maddalon e John Trumper che si trova nella zona di San Lucido e da loro amorevolmente e sapientemente coltivate. La data sarà presto comunicata e anche il modo per partecipare all’asta


Prossima attività il 31 Ottobre 2025 alle ore 11.30 al Cimitero Monumentale di Cosenza ” Per la Città Silenziona ” con la lettura di Poesie di autori calabresi.

È l’evento inedito, più inedito dell’inedito che Civica Amica APS propone …forse irripetibile per consolidare la contiguità tra vita e morte, e morte e vita… concezione difficile da sviscerare…i versi di poeti, nostri conterranei attraverso autorevoli voci in prestito forse aiuteranno, sicuramente consoleranno da quel dolore che accompagna nel tempo…Se potete, partecipate. 🤗💓

La lettura si è svolta sotto la pioggia ma il pubblico è stato attento fino alla fine.
Molti soci ci hanno scritto rammaricandosi di non essere stati presenti. Nessun problema: stiamo preparando il video che sarà presto sul canale YouTube e vi faremo il link oppure potrete venire in sede quando organizzeremo una serata dedicata.
Restate collegati,seguiteci e sosteneteci


Biblioteca Nazionale di Cosenza 12 Ottobre 2025 Domenica di Carta

Intervento di Gilda De Caro

si trova sulla pagina Facebook di Civica Amica APS al link

https://www.facebook.com/share/v/17hSyyE8zx/


La nottte dei ricercatori il 26 ettembre 2025

Per l’Edizione 2025 della notte dei ricercatori Civica Amica propone:

  1. Proposta A: Un itinerario tra le strade e i vicoli ( e vineddre) del centro storico per vie inusuali alla ricerca dei resti medievali di Cosenza a cura dell’architetto Fulvio Terzi
  2. Proposta B: Un itinerario alla ricerca delle Epigrafi sui palazzi della città che connettono la storia di Cosenza a eventi  italiani ed europei  a cura del prof. Luigi Gallo

Luogo d’incontro: Sede di Civica Amica Aps in Corso Telesio 69 (in fronte alla uscita laterale del Duomo)

Ora del raduno itinerario: Proposta A 17.00

                                          Proposta B 17.30

Durata delle degli Itinerari: 90 minuti


Civica Amica APS sta pianificando i prossimi appuntamenti per la ripresa autunnale


Grande momento di particolare intensità quando l’attenzione del pubblico è sui lettori che partecipano alla maratona e il testo passa da una voca all’altra creando il filo narrativo di forte suggestione. All’indirizzo https://www.facebook.com/CIVICAMICA tutti gli interventi che erano passati in diretta video.

Giovedì 25 Giugno 2025, dalle 16.30 alle 18.30, nel cantiere della Biblioteca Civica ci sarà una Maratona di Lettura per tenere vivo l’impegno di Civica AMica APS che al termine dei lavori di consolidamento la Civica possa riaprire i battenti e riprendere a funzionare regolarmente.

ATTENZIONE: Cambio di sede dell’evento

Cari Civici per la Maratona di lettura si rende necessario un cambio di sede: da piazza 15 Marzo davanti alla sede della Civica hanno montato il palco dell’Arena Rendano, al locale di Civica Amica APS in corso Telesio 69.
Suggerimento: lasciare l’auto al parcheggio della Arenella e proseguire per le scale fino al Duomo e poi al numero 69.
Gli orari sono immutati.

Mercoledì 4 Giugno dalle ore 18.30 Civica Amica ha ospitato un gruppo di lettura cher ha tenuto la sua serata mensile di lettura presso la sede di Corsdo Telesio 96

Si leggeva di EMME, I Fantasmi di via Gaeta, Ed. Il Filo Rosso e dalle letture dei racconti di fantasmi antichi e moderni sono generate tante suggestiono e affiorati tanti ricordi….

Serata di grande interesse, stimoli culturali e confronto proficuo tra metodi di approccio alla lettura e soprattutto l’apertura a ulteriori collaborazioni future.

Sul sito Facebook di Civica Amica APS https://www.facebook.com/CIVICAMICA possono essere ascoltati alcuni racconti.


Venerdi 23 Maggio 2025 ore 17.30 a Civica Amica APS corso Telesio 69 Cosenza incontro con Franco Filice. Letture poetiche a cura di Graziella Felice e Luigi Gallo. “Vino e Tarallucci” POST commenti e chiacchiere



Venerdì 16 Maggio ore 18.00 Presso Aula Magna Polo Scolastico Piazza Cappello

Voleremo leggeri in compagnia di Massimo Ciglio, Gilda De Caro e Giuliana Scura

Scopriremo il mistero delle Babbule con l’Autore Marcello Gallo


Serata interessante seguita da un pubblico attento e accorto

La nota di Gilda De Caro

BABBULE, Marcello Gallo poeta e il suo pubblico.

Si sente spesso dire che la poesia non è gradita e per come questa considerazione viene ripetuta, ci si convince magari a malincuore che sia vero, cioè che la poesia non sia attraente per un vasto pubblico. Ebbene tutto ciò che si afferma come vero, può essere smentito poi da quel che man mano accade. Ieri sera, 16 maggio nell’Aula Magna dell’IC di Piazza Cappello, per iniziativa di CIVICA AMICA APS, una gran numero di presenze ha testimoniato che la poesia attira, che vale la pena incontrare lo sguardo, spesso sghembo di un poeta, una partecipazione attenta e coinvolta ha condiviso le riflessioni di tre lettori, Massimo Ciglio, Gilda De Caro, Giuliana Scura, che aggirandosi tra le BABBULE di Gallo, hanno messo in luce la visione complessiva del poeta: il certosino lavoro sulla lingua, alla ricerca di modalità espressive di suono e di ritmo, il ricorso lieve ad anafore, allitterazioni, bisticci per la inesausta ricerca della perfetta coincidenza tra ispirazione,  parole e musicalità  del verso, pensiero che si fa  lirica. Il coinvolgimento del pubblico non ha segnato sbavature, l’adesione ai diversi momenti di lettura è stata piena e convinta, gli applausi sublimavano gli affetti destati da versi pensosi e profondi di grande intensità, versi d’amore amante, versi di amore civile, alterne le riflessioni sul senso del vivere e sulla sofferenza di scelte, di cui si conferma ancora  il valore senza trascurare il” dolore di vivere” di cui  Marcello Gallo si fa voce in quanto poeta, consapevole che nessun essere umano trova scampo.

Lungo e caldo l’applauso finale, pareva che nessuno volesse rompere l’atmosfera, abbandonare l’ambiente: infine alla spicciolata l’ultimo commento, la sala a un tratto vuota, una certa levità  per lo scalone, una cognizione aumentata?  La poesia, forse la poesia porta bene? gdc



Il commento della Presidente di Civica AMica APS:

ALL’ARCHIVIO DI STATO:

6 maggio 2025

Se si è deciso un seguito , che un seguito ci sia!

 Si può sicuramente affermare che questo fosse il pensiero comune  del folto gruppo che il 6 maggio, per iniziativa di Civica Amica, si è trovato all’Archivio di Stato di Cosenza, nel magnifico Chiostro, per vivere ancora il seguito di una serata di gennaio, appunto il 23, quando intorno a un tavolo le ‘Direttore’ dei più importanti Istituti Culturali  cittadini hanno parlato delle carriere, del loro lavoro e del tratto che a esso conferisce il rapporto CULTURA/CURA: affascinanti  i discorsi e le conversazioni che ne sono nate, tanto da andare oltre orario per un pubblico folto e coinvolto, da cui è nata la domanda di ulteriori incontri, per ampliare la conoscenza e creare legami con quei luoghi, che la sostengono.

Dunque, nel Chiostro, oltre un sensazionale colpo d’occhio, la presentazione del luogo a cura della sorridente Monica Meccoli, funzionaria romana ben lieta di accoglierci.  In modo dotto presenta la sede dell’Archivio che dal 2008 occupa l’ex caserma Domenico Moro, un imponente complesso monumentale di origine conventuale, la cui fondazione risale al 1510 a opera dei Paolotti, detti minimi di San Francesco di Paola.   IL convento, il primo dopo la morte del santo, è a pianta quadrangolare, si articola attorno a un superbo Chiostro quadrato di 6 campate, posto sulla riva del Crati, quasi a saldatura tra la Cosenza antica e lo sviluppo inevitabile della città nuova nel corso del tempo. La narrazione della dott.ssa Meccoli suggerisce uno stato d’animo: così si entra nel cuore dell’Archivio. Un’avventura davvero speciale, ma soprattutto per chi non c’era mai stato, per chi non ne aveva mai sentito parlare, per chi ignorava che ogni Provincia è sede di Archivio: tra sguardi di sorpresa e compiacimento, impariamo che è uno dei più importanti archivi del Mezzogiorno, uno dei più antichi, nato per una sorprendente illuminazione dei Borboni, sotto la spinta delle iniziative napoleoniche, e tanto altro ancora. Come nel viaggio dantesco, una guida speciale, la dott.ssa Spadafora, limpida nelle spiegazioni, sicura nella esposizione sulla funzione dell’Archivio e della scienza, che ne sostiene tutta la vita e l’attività; la Direttrice Spadafora,  con enorme competenza, frutto di studio e passione, chiarisce la funzione dell’Istituto, il valore della ricerca documentaria, il lavoro preciso e meticoloso della catalogazione e dell’archiviazione dei documenti, il sostegno agli studiosi, insomma delinea che  un Archivio di tal fatta garantisce il contributo fondamentale alla cittadinanza tutta,  per sapere la “vera  verità” della Storia Patria di un luogo e di un intero paese, un bene pubblico, che lo Stato garantisce e preserva. Illustra il grande lavoro di divulgazione di cui la struttura si fa carico nelle scuole e tra le giovani generazioni per affermare la necessità, in un mondo in travolgente e continuo cambiamento, di stimolare la curiosità verso i documenti e la conoscenza del passato come base di ogni pensiero critico. Mostra a mo’ di esempio  Mappe topografiche di demani comunali dei primi del ‘900, stupefacenti, e poi un atto notarile del 1792 del notaio Monaco di Rende, da cui emerge come lo spirito Illuminista possa ispirare una madre dolorosa per la morte di un figlio verso una decisione sorprendente per  questa nostra epoca, indecorosamente scettica…ma non si può dire di più, come se, parlando di un racconto, se ne svelasse la fine…non si può fare, ai più svegli sorgerà la curiosità di andare a vedere…

Dunque visite e visitatori, ancora un seguito? Lo si augura, senza fine. gdc



Martedì 23 Aprile 2025 ore 17.30 presso la sede di Civica Amica Aps Corso Telesio 69 Cosenza Ezio Arcuri ha letto per voi ” Racconti e Riflessioni alla Luna ” di Vincenzo Rizzuto



ASSEMBLEA ORDINARIA

Cari Soci è convocata l’Assemblea Ordinaria di Civica Amica APS il giovedì 10 Aprile 2025 alle ore 17.30 presso la Città dei Ragazzi via Panebianco.
O.d.g.

  • Relazione della Presidente
  • Approvazione Conto Consuntivo 2024
  • Approvazione Bilancio Preventivo 2025
  • Elezione consiglio direttivo
  • Varie ed eventuali
    Dare conferma della presenza anche per delega.
    Cordiali saluti
    Ermenegilda De Caro


CIVICA AMICA APS – CONFERME E PROPOSTE DALL’ASSEMBLEA

Come da convocazione si è tenuta, presso la Città dei Ragazzi, ospiti di MANGACUBE l’assemblea generale di Civica Amica APS, sui temi e le questioni, definite in un ordine del giorno articolato, che al suo centro mantiene sempre la riapertura della BIBLIOTECA CIVICA e una sua nuova FUNZIONALITA’. La chiusura della Civica nel tempo permane come ferita aperta per la città: non solo è ferita, Cosenza nelle sue  grandi tradizioni culturali, ma specificamente diminuita nella  dignità di città che nella  sua evoluzione  moderna rivendica e costruisce una prestigiosa università. Infatti l’UNICAL ha consentito a generazioni di giovani storicamente distanti ed esclusi dall’istruzione, di pervenire alla laurea con una crescita significativa di cambiamenti sociali e culturali. Per questi ceti sociali oltre che per le generazioni più giovani la chiusura della Biblioteca Civica rappresenta un impoverimento di esperienza e conoscenza intollerabile. Questo l’approccio introduttivo di Silvana Pastore, Presidente dell’assemblea, ampiamente condiviso dai CIVICI presenti.

Nella traccia di tale apprezzabile ragionamento, si è mossa la Presidente, Gilda De Caro, che ha definito l’azione di Civica Amica nel 2025 come consolidamento di risultati ottenuti, di ideazione di nuovi progetti e proposte in funzione di supplenza della Civica nella qualità e carattere delle iniziative realizzate. Sfuggire all’ordinario, avversare la pratica del libro -merce, la ritualità di incontri che ripetono schemi social-televisivi a scapito di metodo e profondità, allargare la proposta a uno scavo di questioni temi strutture che coinvolgano il pubblico nella dinamica proposta-ricezione in un intento di trasformazione e cambiamento. Questo avviene di fronte ai cataloghi di una Biblioteca, questo meccanismo propone di attivare Civica Amica come filo conduttore delle iniziative in via di realizzazione. Gilda De Caro elenca i titoli dei percorsi – HO LETTO PER VOI – AUTORE e IL SUO DENTRO – MUSICA e MUSICISTI IN INTERNO – UOMINI E DONNE DI SCIENZA – CORALI IN VISTA – DENTRO LA CIVICA-.   Particolare rilievo è stato dato alle iniziative di maggio, CANTIERE IN CONCERTO E ALTRO ANCORA dedicate a un nuovo focus per rilanciare la RACCOLTA FONDI, su cui l’associazione punta l’attenzione come via inevitabile per la certezza della riapertura e sollecitare una urgente e necessaria attenzione delle istituzioni coinvolte, che dovrebbero avere maggiore cura verso questo obiettivo e più limpida chiarezza su quali procedimenti attualmente in atto, per garantire la contemporanea conclusione dei lavori di ripristino dell’edificio e la riapertura funzionale della BIBLIOTECA CIVICA.

Piero Piersante, Tesoriere, ha illustrato l’andamento di entrate e uscite, le donazioni e il positivo andamento del tesseramento, concretizzate nella relazione del conto consuntivo e preventivo, che consente  di guardare con fiducia al futuro  dell’associazione in grado di sostenere il programma di offerta culturale elaborata. E’ necessario continuare nella campagna di proselitismo e di diffusione della proposta di Civica Amica in modo che nella città e in settori sempre più ampi si diffonda e affermi la convinzione, che il sostegno alla Civica è quanto mai necessario COMUNE, come è l’anima di una città antica come Cosenza.

Il dibattito dei Civici ha arricchito con congrui argomenti la piattaforma, confermata poi dalle votazioni finali, tutte all’unanimità. Con l’invito della Presidente dell’Assemblea Silvana Pastore alla partecipazione agli eventi e alla collaborazione nei gruppi di lavoro e nei gruppi d’intervento,  si è conclusa l’assemblea: nelle espressioni dei presenti sorrisi di soddisfazione e sguardi ombrati  per l’ immensa difficoltà dell’impresa, ma ciascuno rafforzato dalla consapevolezza,  forse simile ai  pensieri di Davide mentre caricava la fionda,  che se un’azione è giusta, è più che giusto perseguirla. GDC


Giovedì 03 Aprile 2025 alla Galleria Nazionale alle ore 11.00

Ore 11,00 – Presenti e pronti, genere femminile in prevalenza, al via la seconda visita di un inedito percorso, scaturito dalla serata del 23 gennaio, le Direttrici delle Istituzioni Culturali della città interrogate da Civica Amica per definire la possibile differenza.

Accoglienza efficace della comunicativa dott.ssa Baccari e dei suoi collaboratori, un certo impaccio, ma è subito visita!

Storici dell’arte esperti hanno guidato un gruppo di arzilli Civici attivi, un percorso a ritroso, dalla Contemporaneità al Rinascimento, una originalissima simbiosi tra la linearità della esposizione e la vivacità della ricezione.

L’Arte ha compiuto la sua funzione: alle 13,30 tutti si sono sentiti LUCIDI e LEGGERI,  in forza forse  della effimera, ma efficacissima video istallazione su”FORME UNICHE DI CONTINUITA’ NELLO SPAZIO” di Boccioni? Certamente grati a quel luogo, a chi dirige, a chi studia e là lavora, gli esperti di questo Museo, Perla Pregevole nello scrigno di Cosenza Vecchia. Gilda De Caro

Arrivo a Palazzo Arnone

In ammirazione dell’opera di Boccioni



Giovedì 27 Marzo 2025 ore 18.00

Liberia Ubik

via XXIV Maggio 49/P cosenza


Sull’argomento un suggerimento di lettura di Marida Rizzuti al link: https://altreconomia.it/gli-scaffali-delle-biblioteche-sono-uninfrastruttura-di-comunita/?fbclid=IwY2xjawJST1NleHRuA2FlbQIxMQABHQbN-jCwm_OVjirqZOh4Yx7HNIgiE1A9B1aaFK4sDfBJtH26eKnu78ub0w_aem_z64MQ7hYQ4e1H5ONB15IVA

Serata di grande discussione e dibattito su autodeterminazione della donna a e cibo

 UN LIBRO LETTO PER TE e ti racconto LA STORIA!

Cosa può indurre la noia? A cosa può spingere? Per prima cosa rifuggire da certe situazioni, dove greve la noia, lenta, impalpabile ti assedia e ti prende: quindi si decide con perentorietà – là non ci vado, una noia terribile! – Dove si decide di non andare più, anche se il parente preferito o ancora di più la cugina carnale pressa che tu sia presente, perché così anche altri saranno indotti a esserci … quindi dove e quando? Si fugge dalla presentazione di libri con autore o senza, dove tre o quattro o cinque malcapitati per le ragioni più strane si industriano a parlare di un libro, non ha importanza se grande o piccolo, se fondato apportatore di conoscenze o narrazione di storie familiari, bisavole trisnonne che vivevano male e oppresse, ma pur resistevano o di guerre scatenate o di delitti spesso con fantasmi parlanti delle loro ragioni… Tutti i libri vengono definiti belli interessanti ricchi di colpi di scena di linguaggi contemporanei (alla verifica si scopre essere l’uso sproporzionato e ingiustificato del turpiloquio), insomma presentazione di libri -‘un te regghe più –soccorre il geniale ritornello di Rino Gaetano. Spesso tra i presentatori c’è chi fa pure finta di aver letto il libro, man mano che tenta un ragionamento, chi pazientemente ascolta si rende conto che lo ha letto in parte o per niente, fermandosi al risvolto di copertina o all’introduzione. Allora che resta da fare a chi come CIVICA AMICA tenta di supplire la Biblioteca Civica nella promozione della lettura come prima funzione di conoscenza tramite il libro?  Inventare una modalità nuova, ribaltando tutte quelle in uso comunemente, niente musica, niente attori dalla voce impostata che leggono in tono grave le pagine ritenute più “impressionanti”, niente autore, né intellettuale di turno che gigioneggia per impressionare e per dire all’autore – guarda come te lo lancio ‘sto libretto che non vale nulla –

Insomma Civica Amica, riprendendo gli anni ’50, quando si realizzava una sola e unica presentazione, con il tratto della massima ufficialità, da cui nasceva poi il dibattito nazionale e segnava il destino dell’opera, propone una formula, che pone al suo centro il libro dato in lettura auna persona disposta in un tempo dato. Numerosi gli esempi che sono serviti da ispirazione, ma si è configurata una formula oltre ogni pratica…è nata

                                                 HO LETTO PER VOI!

Giovedi 20 marzo il primo esperimento: Grazie alla disponibilità di Monica Florio, una “storta” come lei stessa si definisce, che ha inventato PaneStorto, un laboratorio/ panetteria, dove sforna pani profumati elaborati con farine nere e ingredienti straordinari, dal sapore fulminante.

Monica ha letto per noi di Annabel Abbs, “LA CUCINA INGLESE DI MiSS ELIZA”, Einaudi 2022. L’arguta accoglienza della direttrice Bonofiglio, nella Sala Leone della Biblioteca Nazionale di Cosenza, ha dato il giusto incipit all’insolito pomeriggio: con leggerezza e acume Monica Florio ha enunciato le caratteristiche del romanzo, portandone in evidenza i personaggi e in particolare le figure femminili preminenti, divergenti ed espressive per condizione e aspirazioni. Dal racconto, calato nel 1861, sono emerse le due protagoniste, Eliza e Ann, ben delineate con maestria, originando una discussione sul romanzo storico della Abbs, sulla condizione femminile, sulle trasformazioni nelle società europee, sulla ”emancipazione” delle donne italiane e quel che resta ancora da  trasformare,  insomma una concreta conversazione tra persone, accomodate in circolo, che conoscevano quello di cui parlavano, provando piacere a confrontarsi su visioni, talvolta su analisi e pareri anche  contrastanti. Infine il Pane Storto, adagiato in un cesto/vassoio, sopra un rustico drappo di iuta, ha deliziato i presenti con i sapori di farina nera, mandorle, nocciole e mirtilli, anche Miss Eliza sembrava godere dell’istante leggero, che il sapiente racconto di Mrs Florio ha conferito a un apprezzabile esito di buona letteratura.

L’esperimento continua, il modello funziona, come nei tempi più antichi dall’oralità alla iterazione, leggere per conoscere, si cambierà l’orario, non gradito il primo pomeriggio, ma  la formula si sperimenterà  ancora, per contrastare il libro/ merce, così da poter riacquistare il suo senso più autentico, il libro, oggetto di crescita e libertà.     

Gilda De Caro 


21 Febbraio 2025 alle ore 11 c’é stata la visita alla Biblioteca Nazionale.


con la guida di Giovanni Delfino



Serata molto interessante perché il video prodotto da Nanni Spina ha reso magistralmente l’enorme lavoro che in tre mesi intensi, da settembre a novembre del 2023, ha saputo compiere l’equipaggio affiatato di Civica Amica Aps per concludere ilprogetto di Agenda Urbana.

Il video è ora visibile sul canale Yuotube di Civica Amica Aps al link:

https://youtu.be/VSd1v-7t7tw?si=gJ_FTtT6C7Vv78xY

Iscivetevi al canale per vedere e ascoltare tutti i video e i podcast del Progetto.


Giorno 6 Febbraio ore 17.00 alla sede di Civica AMcia APS;, corso Telesio 69

Presentazion dell’Opera ” VOCABOLARIO CALABRO ” a cura di John Trumper



Un commento dell’evento di Gilda De Caro

23 GENNAIO 2025:

ARCHIVIO, MUSEI, BIBLIOTECHE, parlano le “Direttore” 

Vivere in piccole città, circondate magari da una larga area urbana, consente di fare caso a circostanze speciali che forse nelle grandi megalopoli non c’è occasione di osservare. A Cosenza,  è stato notato anche  in altre città di pari dimensioni, gli istituti culturali della città sono a guida di direttore, come si amava dire negli anni furenti e affermanti del femminismo. La Biblioteca Nazionale è affidata alla dott.ssa Adele Bonofiglio, la Galleria Nazionale all’Arch. Rossana Baccari, l’Archivio di Stato alla dott.ssa Maria Spadafora, il Museo dei Brettii e degli Enotri  alla dott.ssa Marilena Cerzoso, la Biblioteca “Stefano Rodotà del Liceo Telesio alla prof.ssa  Antonella Giacoia, presente/assente nella serata di giovedì; dopo il benvenuto della dott.ssa Bonifiglio, la presidente di CIVICA AMICA ha dato corso all’incontro proprio leggendo il messaggio lasciato dalla prof.ssa Giacoia, intenso per il racconto sulle vicende  della Biblioteca Rodotà, da quelle righe sono emerse la passione, la volontà tenace e la convinzione della necessità di aprire uno spazio all’interno del Liceo per chi vive in quegli ambienti, ma soprattutto per ospitare la città e divulgare il patrimonio culturale custodito, restaurato in un ambiente bonificato, accogliente, dove sia piacevole fermarsi per studiare o per meditare. La presidente di Civica Amica nel chiarire il senso del titolo, si sofferma sul significato di Cura, contenuto nel termine Cultura, la cui etimologia riporta a tre termini greci, che indicavano cura delle ferite, cura come responsabilità del benessere, cura come garanzia di esistenza felice per la crescita della vita.  Dunque una circostanza che lega una gestione al femminile con una finalità squisitamente culturale. Tutte” le Direttore” hanno superato un concorso, tutte hanno avuto una carriera, intrisa di studio, viaggi, famiglie in espansione, sacrifici e impegno animato da una forte passione per il proprio lavoro. Alle domande poste da Civica Amica si sono snodati argomentazioni e racconti, che hanno raggiunto il folto pubblico presente. Dalla illustrazione dei luoghi, tutti siti monumentali, che di per sé rappresentano una complessità, si sono elevate nella sala Leone le visioni di queste professioniste che hanno presente la cura dei reperti, la conservazione dei materiali e dei documenti, la loro fruibilità, il territorio e l’attenzione che esso merita, la divulgazione del patrimonio e il suo innesto nella contemporaneità. La responsabilità di un settore importantissimo per la qualità della vita sociale è stato un altro tema affrontato così come l’accoglienza, specialmente verso le generazioni più giovani individuate come il futuro del patrimonio culturale custodito. Discorsi elevati, di indubbio fascino che hanno galvanizzato i presenti, poi definitivamente  conquistati quando alla domanda un po’ impertinente della De Caro con spontaneità, sincera e semplice, sono state affrontate le vite personali di ognuna nel corso di una carriera intessuta di impegno, studio, battaglie per  la convinzione che la loro responsabilità si esercita nella gestione di beni pubblici per il bene comune. Tale  finalità, a cui le “Signore della Cultura” (così nominate in alcuni titoli di giornali importanti) hanno mostrato non solo di essere sensibili, è stata da loro assunta come sigillo per la loro missione  professionale, della cui rilevanza sono molto consapevoli. Tra gli applausi calorosi dei partecipanti la presidente di Civica Amica ha espresso gratitudine alle Direttore per la serata, ma soprattutto per come interpretano il loro ruolo direttoriale, annunciando che il 23 gennaio avrà un seguito in un calendario di visite nei cinque siti culturali, per proseguire nella conoscenza avviata in questa piacevolissima e istruttiva serata, come nei commenti è stata definita.

gdc  




In occasione del Natale abbiamo ricevuto dalla socia Raffaella Trozzo un testo augurale che volentieri pubblichiamo:

C’è un tempo nel quale sacro e profano, mistero e realtà, leggenda e verità storica s’incontrano, si incastrano e convivono in un’unica notte all’anno.

È la notte di Natale.

Per i credenti è la notte in cui tutto ha origine, è la nascita (rinascita) della fede, ma per tutti non si può non riconoscerla come una notte speciale. Per molti ciò si esalta nella convivialita intorno agli immensi deschi familiari, ma per alcuni diventa magica quando legata alle antiche leggende che si cercano di non far dimenticare.

Quando ero bambina mio nonno, nelle lunghe serate invernali davanti al focolare, raccontava come nella notte di Natale gli animali si parlassero fra loro.

Agli uomini era però vietato ascoltarli perché si poteva morire.

Io a quei tempi abitavo in una grande casa in campagna e il mio svago era stare sempre all’aperto con gli altri bambini del circondario.

Erano i tempi in cui la notte aveva una voce ed era quella della natura esaltata dal silenzio antropico.

La sera di Natale però avevamo tanta paura ad uscire di casa perché temevamo di udire parlare gli animali.

Che bella cosa l’ingenuità fanciullesca, quanta nostalgia, quanta genuina semplicità è andata persa nel corso dei decenni.

Ora il canto dei galli, l’abbaiare dei cani, i versi di gufi e civette lasciano il posto allo scoppiare dei petardi e dei fuochi d’artificio, che illuminano la notte e spengono la magia dei riflessi di luna e stelle.

Dicono che uno diventa vecchio quando i ricordi si affollano in modo preponderante nella mente.

Beh in questi giorni io mi sento tanto vecchia, però darei tutto il benessere odierno per rivivere ancora una volta quei Natali fatti di poche cose, ma di tanto, veramente tanto amore e solo amore.

E oggi?

Stasera piangiamo i morti di Magdeburgo 😰😪follia del benessere o vilipendio dei valori?

Come un sogno infantile vorrei augurarmi che il bambino morto ora stia volendo sulla slitta di Babbo Natale …..


L’ EVENTO CON con Fulvio Terzi

DEL 28/12/2024

LO RINVIAMO A UNA DATA DEL PROSSIMO ANNO CON UN CLIMA MIGLIORE.

Prossimo evento da non perdere con una guida d’eccezione L’Arch. Fulvio Terzi che ci guiderà attraverso costruzioni e manufatti lasciati incompiuti dal cinquecento.

Appuntamento alla piazzetta davanti agli Archi di Ciaccio 28/12/2024 alle 15.30 per completare la passeggiata a Civica Amica APS, Corso Telesio 69 alle 17.30 dove con un video saranno mostrate altre opere incompiute di quell’epoca.

Come da tradizione ci sarà lo scambio degli auguri di buon anno con Vino e Taralliucci


INIZIATIVE DELL’AUTUNNO 2024


12 Dicembre 2024

Gruppo di Lavoro sulla Lettura il ha letto e commentato il Report dell’OCSE sull’Analfabetismo Funzionale che da diversi decenni vede gli Italiani verso il fondo della classifica. Si sono individuate delle possibili cause e dei rimedi da attuare al più presto. Qui di seguito la nota conclusiva elaborata per la stampa da Gilda De Caro e un commento di Ninetta Fullone, che ha partecipato alla riunione.

AGLI SCIOCCHI LO STUPORE!

 Perché sorprendersi se in Italia cresce l’analfabetismo funzionale dei cittadini dai 15 ai 65 anni di età? Nel ricevere la notizia, si prova disagio, una certa inquietudine, mentre si ha la consapevolezza che   quella italiana è una società avanzata, tecnologica, aperta oltre ogni confine alla collaborazione in importanti progetti e applicazioni scientifiche. Non si trascurano i commenti sui media, sui giornali, che ancora offrono la possibilità di una riflessione oltre la stringatezza delle news. Si perviene ad alcune considerazioni, la prima, la più importante: il differenziale di competenze compromette profondamente la qualità dell’essere cittadini, aumenta la disuguaglianza, lede in modo grave la sostanza della democrazia. Gli esiti espongono differenze significative all’interno dell’Italia tra le fasce di età, tra il Nord e il Sud, molto distanziati dalla media OCSE;  il gruppo che si colloca nei livelli alti è sempre inferiore alla media OCSE e quindi inferiore a quelli di altri paesi europei. Insomma ne emerge un quadro generale molto critico sul possesso della lingua, sulla capacità di calcolo e anche su quella della risoluzione di problemi semplici e imprevisti di una bella fetta del popolo italiano. Insomma tutta la popolazione attiva è coinvolta, ma un quarto vive in condizione di “analfabetismo funzionale” su cui tanti anni fa il linguista Tullio De Mauro, mai troppo rimpianto, richiamava l’attenzione.

Come si è arrivati a una simile tragica circostanza? CIVICA AMICA ha riunito un gruppo di suoi soci esperti per condurre un’analisi, che, attraverso una discussione calorosa e animata, ha individuato alcuni parametri e concause, anche temporali, che hanno contribuito a un tale regresso rispetto ai dati del 2011.  Ci si è proposti di non semplificare l’argomentazione, rischiare magari di non essere compresi da coloro che sono “scarsi” in literacy (analfabeti), ma di delineare una interpretazione del caso che si giudica grave e preoccupante. Uno dei primi fattori è stato individuato nella velocità del cambiamento per la rapida diffusione di tecnologie; una  enorme potenzialità usata esageratamente, quasi priva di indirizzi educativi definiti, ritenendola educativa di per sé; quasi una forma di strabismo ha provocato  nel comportamento individuale e nella linea applicativa dei programmi scolastici in ogni grado di scuola, l’impoverimento del linguaggio, un diffuso individualismo, un’ampia omologazione e una spinta competizione,  tesa allo  scalpore e  al colpo a sorpresa ( anche a rischio di falsificazioni), a danno della esattezza del contenuto, del metodo, della più posata assimilazione, la tecnica e il  meccanicismo degli apparecchi telefonici come “summa abilità”.

L’invecchiamento è sicuramente un motivo strutturale del divario tra le generazioni, così come la scarsa consuetudine alla lettura degli italiani, altre indagini consegnano dati in cui dai 35/ 40 anni in poi la stragrande maggioranza degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre i più piccoli e i giovani sono quelli che leggono di più, in grande ascesa i fumetti e le grafic novel.  

 La qualità della vita degli italiani è compromessa, soprattutto per la sostanziale incapacità di comprendere la realtà in cui si vive, come interpretare, come reagire, come regolarsi per arginare probabili danni o risposte urgenti da fornire.  L’indebolimento dello spirito critico è evidente nella diffusione di comportamenti aggressivi e violenti, così come la precarietà nella condizione lavorativa e degli affetti, le difficoltà economiche, abitative, la percezione di una impossibile vita futura determinano uno stato d’animo funesto, non incline né alla riflessione, né alla immaginazione, pertanto si tende a sopravvivere, piuttosto che rivendicare una esistenza meno svilita. Le responsabilità del ceto politico sono evidenti ed enormi, per la trascuratezza verso la dimensione culturale nella vita dei cittadini. Teatri, cinema, Musei, Biblioteche, case editrici librerie in chiusura, e la loro crisi rappresenta la verifica dei dati, che l’OCSE per altra via fornisce.

        Immediata la proposta: la Lettura è il principale rimedio a così perniciosa circostanza, la lettura da proporre in ogni forma, in accoppiata con la scrittura, in luoghi piacevoli, in compagnia, guidata, drammatizzata, di testi diversi, libri, riviste, giornali, epistolari, senza alcun fine o finalizzata, per il puro piacere di leggere da soli o insieme in posti dove sia allettante stare al caldo in inverno e al fresco in estate. Vengono in mente le parole di Cicerone quando anticipa al suo discepolo e amico in una prossima visita, come gli sarà particolarmente gradita la sua biblioteca e il giardino su cui si affaccia, con il sussurro delle fontane. Allora si può considerare che una possibile soluzione del dilemma passa dalle biblioteche e qui a Cosenza dalla Biblioteca Civica?  

La si immagina aperta e funzionante, restaurata, con la terrazza dei poeti realizzata, assimilata all’amministrazione ministeriale, impegnata nei suoi compiti istituzionali, popolata dagli studiosi che la rivendicano funzionante per le loro necessità di ricerca; la visione corre e si sviluppa, la si immagina  aperta in orari lunghi, anche  di sera, animata da gruppi di lettura, da laboratori di documentazione, da corsi di italiano per stranieri e stranieri che insegnano ai cosentini la loro lingua e le associazioni, che svolgono una molto commendevole azione di mediazione e conoscenza con i nuovi cosentini, poi  da crocchi di studenti impegnati nei concorsi di ricerca  bibliografica sui cataloghi o davanti agli schermi dei PC; ci saranno attori in cerca di ispirazione per i loro spettacoli, gli alunni delle scuole che visiteranno incantati le sale e chiederanno i nomi dei “signori delle statue”, iniziative speciali per i comitati di quartiere per capire come la città nuova si sia originata dalla vecchia Cosenza, musicisti e musicologi che si addentrano su fondi mai esaminati di musici cittadini di vaglia, quasi dimenticati, storici dell’arte e docenti dell’Unical per studiare gli ‘Unicum’ che alla Civica si trovano.  Un sogno, forse una visione, certamente una realtà ben più complessa e ricca di quello che CIVICA AMICA sta realizzando nel suo piccolo, nel convincimento che ogni libertà si fonda sulla conoscenza. I Civici lo hanno imparato proprio nelle sale della Civica e nei volumi che custodisce, le biblioteche chiuse rappresentano la più pericolosa delle diseguaglianze, l’origine di ogni ignoranza, chi fa finta di non vedere questa verità nutre   propositi inconfessabili di dominio.

Per conto di CIVICA AMICA APS,  GILDA DE CARO




La Serata del 12 Dicembre 2024 è stata spostata ad altra data dell’anno nuovo


Serata underground con un Artista of il poliedrico Daniele Muraca introdotto dal Docufilm di Nanni Spina e dalla Presentazione di Delia Dattilo


6 Dicembre 2024 ore 17.30 Il viaggio delle Parole
Daniele Moraca

Civica Amica celebra la lunga e articolata carriera di Daniele Moraca.

Il prossimo 6 dicembre 2024, il cantautore e docente cosentino racconterà la sua ricerca musicale attraverso episodi e incontri speciali, che lo hanno portato a praticare “etnografia creativa” insieme a un team di antropologi dell’Università della Calabria. Dalle Isole Fær Øer a Sarajevo, da Stromboli fino a Vancouver, la sua musica ha valicato le barriere linguistiche e culturali, fungendo da veicolo per la reciproca comprensione fra ricercatori e protagonisti della ricerca.

Daniele Moraca si racconterà in compagnia di Delia Dattilo (etnomusicologa) e Nanni Spina (regista e autore di “Ritratto di un cantautore”).

Vi aspettiamo per festeggiare insieme il lavoro, a tutto tondo, di una persona straordinaria a noi molto cara.

22 Novembre 2024 ore 17.30

sede di Civica Amica C.so Telesio 69 Cosenza

ci ha onorato con la sua presenza il Prof. Francesco Altimari

Abstract a cura di Eduardo Zumpano

Il 22 novembre 2024 Civicamica è diventata avamposto delle minoranze, perché in collaborazione con la Cineteca della Calabria e della Chiesa Libera Unita di Cosenza si è proiettato il film documentario di Eugenio Attanasio “Gangale – Presenze arbëreshe a Marcedusa”. Giuseppe Gangale (nato a Cirò Marina nel 1898 e morto in Svizzera nel 1978) è stato un personaggio poliedrico, di profonda cultura e di importanza europea: nella prima parte della sua vita è stato infatti teorico del Nuovo Protestantesimo; attraverso la rivista Conscientia e la casa editrice Doxa è stato megafono di Karl Barth, Paul Tillich, Ernst Troeltsch e altri teologi protestanti contribuendo alla formazione teologica protestante in Italia. Nella seconda parte della sua vita, invece, avviene il passaggio dalla filosofia alla filologia, infatti trasferendosi all’ università di Copenaghen si interesserà delle lingue minoritarie e svolgerà un importante lavoro di ricostruzione filologica e linguistica del romancio nel cantone svizzero dei Grigioni. Si trasferirà quindi in Calabria dove lavorerà sulla cultura albanofona, ricostruendo l’arbëreshe parlato dalla minoranza albanofona e greca presente a Marcedusa, Andali, Gizzeria e a San Nicola dell’ Alto. Interessante è stata la relazione introduttiva fatta dal Prof. Giuseppe De Biasi, allievo dello stesso Gangale, che ha esposto il suo ricordo personale illustrando la metodologia e i principi del lavoro del suo maestro. Presente anche il regista Attanasio che ha interloquito con il pubblico. Da evidenziare l’intervento dal pubblico del Prof. Franco Altimari il quale ha ricordato l’importanza del Fondo Gangale presente presso l’ Università della Calabria e degli altri fondi Gangale disseminati in Europa. La serata si è conclusa, come al solito, a “vino e taralluzzi”.


19 NOVEMBRE 2024 – IL MITO DEL BORBONE

PRESENTAZIONE DEL LIBRO di ANDREA MAMMONE

NElla sua interessante relazione il prof Mammone ha fatto riferimento ai ringraziamenti che ha messo nel suo libro alla fine e quale piacevole sorpresa trovare anche la Biblioteca civica di cosenza che è stata un luogo privilegiato per la sua formazione di storico.

Civica Amica APS – Corso Telesio 69 ORE 17.30

Abstract Tratto dal Sito della Mondadori Store

https://www.mondadoristore.it/mito-Borbone-Regno-Due-Andrea-Mammone/eai978880471519

Negli ultimi anni, la memoria collettiva dell’Unità d’Italia è stata messa in discussione e si sono moltiplicate le controstorie sul Risorgimento, in particolare da parte del movimento neoborbonico. Una rilettura della storia che vede nella spedizione garibaldina e nell’annessione del Regno delle Due Sicilie una vera e propria conquista coloniale da parte di un potere straniero, con tutte le conseguenze di violenza e subordinazione. I neoborbonici sostengono che i sabaudi avrebbero depredato il Meridione, impoverendolo a vantaggio del Settentrione, causando arretratezza culturale ed emigrazione di massa e lasciandolo in una condizione di inferiorità economica e sociale. Secondo questa fantasiosa interpretazione del passato, il più grande complesso siderurgico della Calabria sarebbe stato volutamente lasciato decadere per favorire l’industria settentrionale; le riserve auree dei Borbone e il sistema bancario del regno sarebbero stati depredati per riempire le casse sabaude. Una visione che considera i briganti come eroi resistenti, l’assedio di Gaeta come un evento da mitizzare, promuove giornate del ricordo per le vittime borboniche ma dimentica i tantissimi patrioti meridionali che si sono battuti per un’Italia unita. Attraverso un’appassionata e documentata analisi, lo storico Andrea Mammone esamina le numerose narrazioni antirisorgimentali e ne mette in luce le distorsioni, dissezionando il mito che le accompagna, raccontando le contraddizioni e la realtà del Regno delle due Sicilie e ripercorrendo i fatti ignorati dalla galassia revisionista. Partendo dal presupposto che il fenomeno del neoborbonismo è indissolubilmente legato alle attuali condizioni economiche e politiche. Perché l’abbandono del Sud è reale, e alimenta «il fascino di una narrazione che, in linea con le tendenze populiste odierne, e sfruttando alcune paure e malumori popolari, spinge al vittimismo e scarica le responsabilità su un nemico (immaginario o reale), offrendo soluzioni facili a problemi complessi».





Abstract di Enrichetta Alimena

Tutto normale un altro sguardo sulla disabilità per Tre Soldi Rai radio 3 racconta le storie di Giampiero, Ketty e Daniele, tre persone che lottano quotidianamente per avere una vita piena nonostante la disabilità. I tre protagonisti del radio-documentario di Enrichetta Alimena non sono eroi. Sono persone comuni che si scontrano con le difficoltà quotidiane e che, anche senza conoscersi, sono legate tra di loro dal desiderio, o meglio dal diritto “normale”, di volere e poter fare da sé, senza dipendere da altri. Giampiero Griffo, attivista per i diritti delle persone con disabilità fin dagli anni ’70 e oggi membro del DPI (Disabled People International), ci aiuta a delineare un quadro storico sul movimento delle persone con disabilità motorie. Poi c’è una ragazza che sogna di fare la musicoterapista. Si chiama Ketty e, mentre attende di veder veder realizzato il suo desiderio, ha trasformato la passione per la musica in un lavoro che le consente di esprimere sia la sua forza sia le sue fragilità. Infine, Daniele ci offre uno sguardo disincantato sulla disabilità raccontando con semplicità e simpatia dei suoi successi e delle sue difficoltà.

Enrichetta in linea….


Il prezioso commento di Ninetta Fullone, presente all’incontro: Pomeriggio molto interessante quello di oggi nella sede di Civica Amica
Splendida Enrichetta Alimena nel parlare e dialogare con la Presidente Gilda De Caro. Molto inter essante, piacevole e curato l’audio documentario realizzato da Enrichetta Alimena. Per concludere in armonia il momento conviviale: i primi turdiddri un’ottima torta di mele e il prosecco 👏👏👏BUONA SERATA


31 Ottobre 2024 Martin Lutero e Gioacchino da Fiore,

Conferenza di Eduardo Zumpano ( teologo, pastore della Chiesa Libera Unita)

per il Giorno della Riforma

Nell’iconografia classica Martin Lutero affigge le sue tesi. Nella sua dotta relazione, con citazioni di fonti certe, Eduardo Zumpano ha messo in discussione che questo evento sia occorso realmente.

Abstract di Eduardo Zumpano

Martin Lutero e Gioacchino da Fiore, due giganti della storia, sono stati messi a confronto proprio nel giorno della Riforma a Cosenza, nella terra di Gioacchino.
La fortuna gioachimita in Lutero può essere sintetizzata nei quattro riferimenti che Lutero stesso fa nella sua opera:

  1. In una lettera a Spalatino nel 1518;
  2. Nella Fastpostilla alla Lettera ai Romani, in cui Lutero accosta Gioacchino da Fiore a Lichtenberger e all’ Apocalisse;
  3. Nella Supputatio annorum mundi, in cui accenna Gioacchino nel quadro della disputa sull’incarnazione, dando ragione a Gioacchino e non a Pietro Lombardo sul termine “generari”;
  4. La disputa sulla “promozione” di Maior e Faber in cui Lutero dà ragione a Gioacchino da Fiore sulla concezione trinitaria; sostenendo Gioacchino, Lutero voleva mettere in discussione il principio dell’ autorità.

04 Ottobre 2024 Il Confino Disabilità e LockDown

Un audio-documentario di Enrichetta Alimena

Il confino – Disabilità e lockdown – RaiPlay Sound


Enrichetta è una persona con disabilità motoria da sempre e cammina aiutandosi con un bastone che chiama “amico Fritz”. Se ha bisogno chiede aiuto ai passanti ma in generale se la cava bene anche da sola. In questo documentario Enrichetta ci porta dentro il suo mondo e il lavoro quotidiano che lei e le persone con disabilità portano avanti per garantirsi una vita il più possibile autonoma. Uscire da casa, muoversi con i mezzi pubblici, viaggiare e fare tutte quelle cose che chi ha una qualunque forma di disabilità deve affrontare con un impegno costante, con i propri modi e con gli strumenti e gli spazi più adatti. La raggiunta autonomia e libertà ha però dovuto fare i conti con il periodo di confinamento dovuto alla pandemia da covid-19. La mancanza di relazioni sociali, la sospensione di terapie necessarie, l’obbligo a una ulteriore immobilità forzata ha spazzato via la raggiunta autonomia, costringendo molte persone a ricominciare tutto daccapo. Un racconto intimo . e denso di emozioni Il confino – Disabilità e lockdown” di Enrichetta Alimena. Scritto da Enrichetta Alimena. Regia e montaggio Daria Corrias. Suono Enrichetta Alimena e Daria Corrias.


LE INIZIATIVE DI QUESTA ESTATE:

23 Agosto 2024 Sangineto ( Cs )- Tirreno D’Amare

Ho letto per voi: Italo Calvino e lettere a Chichita

Graziella Felice e Gilda De Caro


22 Settembre 2024 Partecipazione alla Summer School


27 Settembre 2024 La Notte dei Ricercatori

Giugno – luglio 2024



CIVICA AMICA APS augura a tutti i soci e agli amici

BUONE VACANZE


Dopo la iniziativa sui giochi “aru Chianariaddru” Civica Amica va in vacanza.

Ringraziando chi ha seguito le iniziative, con la presenza e i propri contributi le ha rese più vive, ora scatta un momento di pausa, per combattere la calura, sebbene, a detta di molti, la sede in Corso Telesio 69 è abbastanza fresca….

Stiamo raccoglendo molte idee e suggerimenti da soci e amici per rendere più ricco e interessante il calendario dei prossimi appuntamenti, a partire dal mese di Settembre.

Civica Amica aprirà i battenti e la sua sede Giovedì 5 Settembre, con gli orari soliti.

Il sito WEB, i Canali FACEBOOK, INSTAGRAM E WHATSAPP saranno sempre svegli e attivi, per cui invitiamo tutti a seguirci perché di tanto in tanto compariranno notizie, ricordi, anticipazioni sui prossimi eventi.


ARCHIVIO EVENTI

20 Luglio 2024 ore 17.30 – una proposta di Civica Amica Aps e de La via Popilia per rianimare un luogo tipico della città vecchia,

“U Chianariaddru riprende a giocare”

NOTA di Damiana Martino

I ragazzi che un tempo animavano, con i giochi, quel luogo incontrano i ragazzi di oggi per un passaggio di testimonio.

Ciao, amiche ed amici. 😊

Vi raccontiamo qualcosa del pomeriggio di ieri, dell’iniziativa “U Chianariaddru riprende a Giocare” (ci aiuteremo anche con alcune foto e video, per rendervi partecipi), promossa dalla nostra associazione e dall’associazione La Via Popilia.

Il pomeriggio é stato scandito da tre momenti: Il primo, alla Piazza dei Pesci , con la rievocazione e i ricordi, non solo di com’erano corso Telesio e il quartiere intorno al “Chianariaddru”, ma anche di altre zone del centro storico, grazie alle testimonianze e agli aneddoti, persino di tipo storico, di alcuni dei partecipanti, che hanno trasmesso agli altri pezzetti della loro memoria di “ex-bambini”, ma mai troppo “grandi” per smettere di mettersi ancora in gioco, come poi si è visto;

Il secondo momento (sù “aru Chianariaddru”) é stato dedicato ad alcuni giochi del passato, di circa 50 anni fa, come lo “stiriddru”, il gioco della campana e un gioco con le figurine, detto “ammappa”, gioco che ha anche altri nomi, con i presenti che si sono messi alla prova e hanno “ri-giocato” come facevano da bambini. C’è stato anche un confronto tra i presenti, tra continuità, differenze, somiglianze e “resistenze” dei giochi, che prevedevano e prevedono la manualità, i riflessi e la socialità, fattori che sarebbero importanti da recuperare e da riproporre sempre di più, in questi tempi dove siamo così dipendenti dalla tecnologia, dal digitale e da internet, tanto da dimenticare quasi com’è giocare e “ri-giocare”, com’è divertirsi con più semplicità e facendo muovere corpo e mente;

Il terzo momento si è svolto nella sede di Civica Amica APS, in un momento di convivialità, tra tarallucci e vino, biscotti ed altre bibite e cibarie, che hanno condito il commento alla serata della presidentessa di Civica Amica APS, Gilda De Caro, una bella lezione di storia della Cosenza antica dell’architetto Fulvio Terzi, un interessante intervento, con una proposta dell’assessore Buffone e alcuni interventi dei presenti, che si sono dimostrati partecipi ed entusiasti dell’evento. Viene da pensare che con la storia si può anche giocare e che giocare è importante, ancora da adulti, per non dimenticare chi eravamo, chi siamo e in primis la nostra stessa storia, che può farsi storia per la collettività a sua volta, con il gioco.

Il presidente dell’associazione La Via Popilia, Ferdinando Morelli, nell’ invitare i presenti alla rievocazione.

“Frammenti” dei momenti di gioco:

A Campana o Gioco della Settimana

Ammappa oppure a Pappité

U stiriddru

Giovedì 11 Luglio 2024 ore 18.00, Civica Amica APS in Corso Telesio 69

Civica Amica APS e Confraternita della Frittola Calabrese “La Quadara” vi invitano al


Convivio “Si cc’è la farina….”

Conversazione del Prof. Ottavio Cavalcanti – Antropologo Culturale

Commento di Gilda De Caro

Commento di Gilda De Caro

05 Luglio 2024 I Concerti di “Suono Lab” – 19.00 presso Civica Amica Aps corso Telesio 69

Sessione di musica “Inaudita” a cura di Bottino Martirano Pantarei Rizzuti, (quella che non abbiamo potuto ascoltare la sera della inaugurazione della sede)
Obbligo di prenotazione perchè i posti a sedere sono 30 e gli altri resterannoin piedi o fuori….
Per le prenotazioni usare i canali comunicativi di Civica Amica APS o con un messaggio Whatsapp

al numero 389 610 3833

Commento: E’ Stata una serata magica. La musica immersiva di Leon Pantarei e Costantino hanno ricreato una atmosfera che più che le parole valgono le immagini….

27 Giugno 2024 ore 18.30

Il Commento di Gilda De Caro, Presidente di Civica Amica APS:

27 Giugno ‘U Cursu con Vuxhe Grash.

Ieri sera ‘U Cursu ha registrato un pienone di eventi e presenze, l’afflusso di auto continuo verso l’Auditorium Guarasci, dove era prevista una rappresentazione teatrale o verso il cine teatro Universal appena aperto per uno spettacolo sulla cultura indiana, a piedi invece giungevano gli associati della Società Dante Alighieri  nel Duomo per una lectio dantesca di certo rivelatasi interessante per gli adepti , a piedi sono arrivate, cantando le donne di Lungro, Vuxhe Grash, dalla terrazza Renzelli in piazza Parrasio fino alla sede di CIVICA AMICA, in corso Telesio.

Un magnifico stupore aru Cursu davanti alle donne di Lungro nei loro abiti tradizionali, con le  voci ben accordate da Anna Stratigò: ‘aru cursu’, si diceva una volta, quando non c’era possibilità di errore, perché Corso Telesio era l’arteria unica e vitale, dove la vita dei cosentini trovava il suo naturale svolgimento socio-culturale: così il 27 giugno del 2024 sarà ricordato, una serata speciale per le numerose presenze nelle antiche strade, ma soprattutto per le emozioni, che la sonorità antica dei canti albanesi ha suscitato. La sede di CIVICA AMICA è stato l’ambiente giusto e congruo con la rievocazione della storia e delle storie, che ogni volta la geniale Stratigò presentava a un pubblico attento, partecipe e reattivo.

E’ filtrata, talora, una certa nostalgia tra gli albanesi, donne e uomini accorsi numerosi, a ricordare la loro origine e la loro infanzia nei paesi dell’aria, che sottovoce cantavano quei canti rituali delle feste per i matrimoni, per l’arrivo dell’estate, per le vicende di comunità, che nella integrazione hanno trovato ragioni di sopravvivenza, mai dimenticando la lingua, la storia, le origini in una madre patria e nei suoi simboli. Delia Dattilo, antropologa, le ha introdotte, con immediatezza:

ha delineato il legame tra sé, il coro e l’esperienza in Civica Amica; le ragioni della serata sono state chiare, il valere sempre dei legami nel sostegno a iniziative condivise: Vuxhe Grash a Lungro propongono ormai da 10 anni il FESTIVAL del MATE, l’erba che dà la bevanda, esito della emigrazione in Argentina, da cui arrivavano pochi pesos e molto Mate per chi non aveva né the né caffè.  Ovviamente da Lungro è pervenuto un generoso thermos di Mate fresco, mentre i Civici di Cosenza hanno provveduto a un ricco assortimento di crostate, pasticcini e mostaccioli, come si usava nelle famiglie a quell’orario, quando pochi erano i mezzi, ma ampio il tempo per l’incontro, lo scambio e la conversazione.

Il pomeriggio si è concluso con molti bis; sulle note del Samba del Mate si è sviluppata una danza gioiosa che ha coinvolto tutti, senza limiti di età e di provenienza, le magiche voci, in arbereshe, in spagnolo e in italiano hanno incantato e regalato un sollievo agli animi pesanti per i contemporanei lutti tragici quotidiani.


2 Giugno 2024 Corso Telesio 69 dalle 19.00 – Quelli della notte di Civica Amica APS invitano soci e amici alla Serata inaugurale della sede di Civica Amica APS.

Musica mai udita, Chiacchiere a iosa, Allegria, Buonumore e Convivialità fino a Mezzanotte.

CHI LEGGE LIBRI, CHI GUARDA LO SMARTPHONE, CHI CONVERSA, CHE ASCOLTA E CHI SI IMMERGE NEI SUOI PENSIERI….. QUESTO è CIVICA AMICA APS

4 Giugno 2024 – ITC Spirito Santo
Noi e Calvino – Generazioni a confronto sulle opere di Calvino, in collaborazione con il gruppo di lettura Auser-Piacere del Testo

Giugno 2024 Presentazione del Libro di Mauro Balestrazzi “Abbado nota per nota” – Cronologia artistica, Libreria Musicale Italiana. ( RINVIATA A DATA DA DESTINARSI)

23 Maggio 2024 Liceo Scientifico “G.B. Scorza” Cosenza
Convegno in memoria di Gaetano Scorza, Matematico

Aprile 2024 Presentazione del libro di Benedetta Tobagi “Le donne e la resistenza” Rinviata a data da destinarsi


21 Aprile 2024
Viaggio nel Centro storico guidati da Claudia Coppola degli amici del Club Rotary Cosenza Nord.


18 Aprile ore 17.30
Presentazione del libro “Macchine per Comporre”
di Costantino Rizzuti, presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza.


Mercoledì 10 aprile 2024, alle ore 17, è convocata l’assemblea annuale degli iscritti a Civica Amica APS, presso la Città dei Ragazzi, in via Panebianco (Cosenza).
L’assemblea è aperta ai sostenitori delle iniziative per la Biblioteca Civica e ai generosi donatori nella raccolta fondi.
Nel corso dell’incontro sarà discusso il seguente OdG:
A) Approvazione conto consuntivo, 2023;
B) Approvazione Bilancio preventivo 2024;
C) Attività dell’associazione nella nuova fase e programmi;
D) Varie ed eventuali.

Si sollecita la partecipazione e la disponibilità alla collaborazione per realizzare al meglio le azioni necessarie e incisive per pervenire alla riapertura della Biblioteca Civica di Cosenza. A norma di Statuto, il voto in Assemblea è garantito ai soci e alle socie che sono in regola con il pagamento della quota di iscrizione per l’anno in corso.


25 MARZO 2024 ore 17.00
Liceo Scientifico “E.Fermi” sede di via Morrone- Aula Magna
Competenze e Umanesimo – “Un Libro per discutere” del Prof. Salvatore Belvedere
Saranno Presenti:
Prof.ssa Rosanna Rizzo – Dirigente LS “Fermi” Cosenza
Dott.ssa Loredana Giannicola – Provveditore agli studi di Cosenza
Prof.ssa Gilda De Caro – Emerita DS Presidente Civica Amica APS
Prof. Domenico Passarelli – Presidente Consiglio d’Istituto LS ”Fermi” CS


12 Marzo 2024 Biblioteca Nazionale-via Antonio Toscano 87100 Cosenza
Presentazione del Fondo Dedicato alla storia della Alimentazione
Con Adele Bonofiglio – Direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza
e il Prof. Ottavio Cavalcanti – Professore Emerito UNICAL

Il Prof Cavalcanti alla Biblioteca Nazionale e, in evidenza, una statua della donazione

Giovedì 11 Luglio 2024 ore 18.00, Civica Amica APS in Corso Telesio 69

Civica Amica APS e Confraternita della Frittola Calabrese “La Quadara” vi invitano al


Convivio “Si cc’è la farina….”

Conversazione del Prof. Ottavio Cavalcanti – Antropologo Culturale

Commento di Gilda De Caro

Commento di Gilda De Caro

05 Luglio 2024 I Concerti di “Suono Lab” – 19.00 presso Civica Amica Aps corso Telesio 69

Sessione di musica “Inaudita” a cura di Bottino Martirano Pantarei Rizzuti, (quella che non abbiamo potuto ascoltare la sera della inaugurazione della sede)
Obbligo di prenotazione perchè i posti a sedere sono 30 e gli altri resterannoin piedi o fuori….
Per le prenotazioni usare i canali comunicativi di Civica Amica APS o con un messaggio Whatsapp

al numero 389 610 3833

Commento: E’ Stata una serata magica. La musica immersiva di Leon Pantarei e Costantino hanno ricreato una atmosfera che più che le parole valgono le immagini….

27 Giugno 2024 ore 18.30

Il Commento di Gilda De Caro, Presidente di Civica Amica APS:

27 Giugno ‘U Cursu con Vuxhe Grash.

Ieri sera ‘U Cursu ha registrato un pienone di eventi e presenze, l’afflusso di auto continuo verso l’Auditorium Guarasci, dove era prevista una rappresentazione teatrale o verso il cine teatro Universal appena aperto per uno spettacolo sulla cultura indiana, a piedi invece giungevano gli associati della Società Dante Alighieri  nel Duomo per una lectio dantesca di certo rivelatasi interessante per gli adepti , a piedi sono arrivate, cantando le donne di Lungro, Vuxhe Grash, dalla terrazza Renzelli in piazza Parrasio fino alla sede di CIVICA AMICA, in corso Telesio.

Un magnifico stupore aru Cursu davanti alle donne di Lungro nei loro abiti tradizionali, con le  voci ben accordate da Anna Stratigò: ‘aru cursu’, si diceva una volta, quando non c’era possibilità di errore, perché Corso Telesio era l’arteria unica e vitale, dove la vita dei cosentini trovava il suo naturale svolgimento socio-culturale: così il 27 giugno del 2024 sarà ricordato, una serata speciale per le numerose presenze nelle antiche strade, ma soprattutto per le emozioni, che la sonorità antica dei canti albanesi ha suscitato. La sede di CIVICA AMICA è stato l’ambiente giusto e congruo con la rievocazione della storia e delle storie, che ogni volta la geniale Stratigò presentava a un pubblico attento, partecipe e reattivo.

E’ filtrata, talora, una certa nostalgia tra gli albanesi, donne e uomini accorsi numerosi, a ricordare la loro origine e la loro infanzia nei paesi dell’aria, che sottovoce cantavano quei canti rituali delle feste per i matrimoni, per l’arrivo dell’estate, per le vicende di comunità, che nella integrazione hanno trovato ragioni di sopravvivenza, mai dimenticando la lingua, la storia, le origini in una madre patria e nei suoi simboli. Delia Dattilo, antropologa, le ha introdotte, con immediatezza:

ha delineato il legame tra sé, il coro e l’esperienza in Civica Amica; le ragioni della serata sono state chiare, il valere sempre dei legami nel sostegno a iniziative condivise: Vuxhe Grash a Lungro propongono ormai da 10 anni il FESTIVAL del MATE, l’erba che dà la bevanda, esito della emigrazione in Argentina, da cui arrivavano pochi pesos e molto Mate per chi non aveva né the né caffè.  Ovviamente da Lungro è pervenuto un generoso thermos di Mate fresco, mentre i Civici di Cosenza hanno provveduto a un ricco assortimento di crostate, pasticcini e mostaccioli, come si usava nelle famiglie a quell’orario, quando pochi erano i mezzi, ma ampio il tempo per l’incontro, lo scambio e la conversazione.

Il pomeriggio si è concluso con molti bis; sulle note del Samba del Mate si è sviluppata una danza gioiosa che ha coinvolto tutti, senza limiti di età e di provenienza, le magiche voci, in arbereshe, in spagnolo e in italiano hanno incantato e regalato un sollievo agli animi pesanti per i contemporanei lutti tragici quotidiani.


2 Giugno 2024 Corso Telesio 69 dalle 19.00 – Quelli della notte di Civica Amica APS invitano soci e amici alla Serata inaugurale della sede di Civica Amica APS.

Musica mai udita, Chiacchiere a iosa, Allegria, Buonumore e Convivialità fino a Mezzanotte.

CHI LEGGE LIBRI, CHI GUARDA LO SMARTPHONE, CHI CONVERSA, CHE ASCOLTA E CHI SI IMMERGE NEI SUOI PENSIERI….. QUESTO è CIVICA AMICA APS

4 Giugno 2024 – ITC Spirito Santo
Noi e Calvino – Generazioni a confronto sulle opere di Calvino, in collaborazione con il gruppo di lettura Auser-Piacere del Testo

Giugno 2024 Presentazione del Libro di Mauro Balestrazzi “Abbado nota per nota” – Cronologia artistica, Libreria Musicale Italiana. ( RINVIATA A DATA DA DESTINARSI)

23 Maggio 2024 Liceo Scientifico “G.B. Scorza” Cosenza
Convegno in memoria di Gaetano Scorza, Matematico

Aprile 2024 Presentazione del libro di Benedetta Tobagi “Le donne e la resistenza” Rinviata a data da destinarsi


21 Aprile 2024
Viaggio nel Centro storico guidati da Claudia Coppola degli amici del Club Rotary Cosenza Nord.


18 Aprile ore 17.30
Presentazione del libro “Macchine per Comporre”
di Costantino Rizzuti, presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza.


Mercoledì 10 aprile 2024, alle ore 17, è convocata l’assemblea annuale degli iscritti a Civica Amica APS, presso la Città dei Ragazzi, in via Panebianco (Cosenza).
L’assemblea è aperta ai sostenitori delle iniziative per la Biblioteca Civica e ai generosi donatori nella raccolta fondi.
Nel corso dell’incontro sarà discusso il seguente OdG:
A) Approvazione conto consuntivo, 2023;
B) Approvazione Bilancio preventivo 2024;
C) Attività dell’associazione nella nuova fase e programmi;
D) Varie ed eventuali.

Si sollecita la partecipazione e la disponibilità alla collaborazione per realizzare al meglio le azioni necessarie e incisive per pervenire alla riapertura della Biblioteca Civica di Cosenza. A norma di Statuto, il voto in Assemblea è garantito ai soci e alle socie che sono in regola con il pagamento della quota di iscrizione per l’anno in corso.


25 MARZO 2024 ore 17.00
Liceo Scientifico “E.Fermi” sede di via Morrone- Aula Magna
Competenze e Umanesimo – “Un Libro per discutere” del Prof. Salvatore Belvedere
Saranno Presenti:
Prof.ssa Rosanna Rizzo – Dirigente LS “Fermi” Cosenza
Dott.ssa Loredana Giannicola – Provveditore agli studi di Cosenza
Prof.ssa Gilda De Caro – Emerita DS Presidente Civica Amica APS
Prof. Domenico Passarelli – Presidente Consiglio d’Istituto LS ”Fermi” CS


12 Marzo 2024 Biblioteca Nazionale-via Antonio Toscano 87100 Cosenza
Presentazione del Fondo Dedicato alla storia della Alimentazione
Con Adele Bonofiglio – Direttrice della Biblioteca Nazionale di Cosenza
e il Prof. Ottavio Cavalcanti – Professore Emerito UNICAL

Il Prof Cavalcanti alla Biblioteca Nazionale e, in evidenza, una statua della donazione

Progetto Agenda Urbana Cosenza

Leggere di qua e di là
il Centro storico di Cosenza

Le Linee guida generali prevedono 5 laboratori – Art Lab, Quartieri Lab, Old Car Lab, Favola Lab, Sound Lab – pensati per l’integrazione sociale dei partecipanti e distribuiti in tre fasce di età: bambini, adolescenti, adulti.

Linee guida generali del Progetto

Il progetto presentato da Civica Amica Aps e finanziato con gli aiuti dell’Agenda Urbana Cosenza – Rende, si incardina su una idea di fondo: la lettura e la comparazione di lingue, di epoche e di esperienze può favorire un approccio integrato alla storia della città attraversandone la parte più
antica tramite la lettura e gli altri linguaggi artistici.
Il progetto, infatti, si presenta come un Laboratorio Urbano e si prefigge lo scopo di rafforzare il sistema di welfare attraverso l’ampliamento delle conoscenze della storia culturale e della realtà presente nel centro storico di Cosenza al fine di rendere i residenti maggiormente consapevoli verso
la conservazione e la valorizzazione dei luoghi da essi stessi abitati e frequentati. Leggere di qua e di là il Centro storico di Cosenza prevede 5 laboratori – Art Lab, Quartieri Lab, Old Car Lab, Favola Lab, Sound Lab – pensati per l’integrazione sociale dei partecipanti e distribuiti in tre fasce di età: bambini, adolescenti, adulti.

Ogni gruppo sarà formato da 20 unità e distribuito su tre diversi moduli per complessive 180 unità.  Il personale addetto alla formazione consta di oltre 40 persone tra docenti, esperti, assistenti tecnici, mediatori culturali e linguistici, musicisti, cineoperatori, esperti della comunicazione, video-operatori e filmaker, segretaria amministrativa e consulente finanziario. Il progetto si articola sia in letture e interazioni d’aula con produzione di elaborati grafici, pittorici e testuali, sia di visite guidate nei punti di maggiore rilevanza storica e interesse artistico e culturale del Centro storico di Cosenza e nei luoghi di conservazione del sapere quali sono le Biblioteche.

Anche la musica, come linguaggio universale, avrà la sua importanza. Tant’è che gli artisti coinvolti nei laboratori musicali produrranno le loro performance negli androni dei palazzi storici, che risuoneranno così di note tra l’antico, il moderno e il contemporaneo.
I laboratori previsti consentiranno di sviluppare conoscenza del Centro storico di Cosenza e favoriranno l’inclusione di abitanti vecchi e nuovi, obiettivo di fondo degli aiuti di Agenda Urbana.